L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato che per raggiungere l’immunità di gregge contro il coronavirus serve una copertura vaccinale del 60-70% della popolazione. Questa percentuale si basa su diversi studi di modellazione, ha dichiarato in una conferenza stampa a Ginevra il capo del Dipartimento dei vaccini dell’OMS, Katherine O’Brien. “Molte persone sarebbero immuni, proteggendo gli altri” ha sottolineato O’Brien.

Una sfida complessa, con l’obiettivo di fermare il virus, anche se il numero di persone vaccinate potrebbe non essere il solo fattore decisivo, come osservato da alcuni epidemiologi. “Servirà capire dove si trova esattamente il virus e quale sarà il muro protettivo nei suoi confrontiha aggiunto O’Brien. D’altra parte sui vaccini in fase di sperimentazione ci sono ancora molti dubbi, ad esempio in che misura la vaccinazione contro Sars-Cov-2 riduce la gravità di una possibile infezione e qual è la sua efficacia in termini di protezione dal contagio.

Oms: “La vaccinazione avrà un grande impatto”

La vaccinazione avrà un grande impatto, ma penso che nessuno possa promettere l’eradicazione del virus fino a quando non ne sapremo di più” ha affermato Mike Ryan, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’OMS. D’altra parte, il Direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom, ha fatto nuovamente appello affinché i Paesi ricchi considerino la vaccinazione un bene globale, sottolineando che la pandemia potrà essere combattuta in modo sostenibile solo con un’equa distribuzione del vaccino e dei fondi per la realizzazione delle infrastrutture.

Dati alla mano, guardando all'Italia, si tratterebbe di vaccinare circa 35-45 milioni di persone, una copertura che potrebbe essere raggiunta non prima del 2022 se saranno a disposizione tutte le dosi necessarie. Probabilmente, per tutti i vaccini in dirittura d’arrivo, saranno necessarie due dosi, con la prima che farà partire la risposta immunitaria e la seconda che servirà al suo potenziamento. Le prime dosi potrebbero arrivare nelle prossime settimane, anche se si dovrà comunque attendere l’approvazione da parte delle agenzie regolatorie (la FDA negli Usa e l’EMA in Europa) che potranno concedere autorizzazioni all’uso di emergenza se i dati delle sperimentazioni mostreranno in maniera significativa i profili di efficacia e sicurezza.