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Procreazione assistita, bimbo nasce da 3 genitori: cos’è il Spindle Nuclear Transfer

Ecco come funziona il Spindle Nuclear Transfer, la tecnica di procreazione assistita che ha permesso la nascita di un bambino da tre DNA differenti. Il metodo è stato utilizzato per impedire che la sindrome di cui la madre è portatrice venisse trasferita al figlio.
A cura di Zeina Ayache
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Oggi ha 5 mesi Abrahim Hassan, il bambino la cui storia ha fatto il giro del mondo in queste ore. Nato in Messico il 6 aprile scorso, il piccolo è il risultato di un’innovativa tecnica di procreazione assistita chiamata Spindle Nuclear Transfer grazie alla quale i medici hanno impedito che la malattia della madre venisse trasferita al figlio. La donna infatti è portatrice dei geni responsabili della sindrome di Leigh, conosciuta come encefalopatia necrotizzante subacuta, che limita le condizioni di vita e porta alla morte nel giro di pochi anni dalla nascita. In passato infatti i genitori di Abrahim hanno già perso due bambini, uno all’età di 8 mesi e l’altro quando aveva 6 anni, e altri 4 durante la gravidanza.

Come sono riusciti i medici ad impedire la trasmissione della sindrome?

Gli scienziati sono partiti dalla tecnica di trasferimento pronucleare, approvata nel Regno Unito, che coinvolge l’ovocita della madre e quello della donatrice che vengono fecondati e dai quali, prima di iniziare a dividersi nel primo stadio embrionale, vengono rimossi i nuclei. A questo punto il nucleo della donatrice viene sostituito da quello della madre. Questa tecnica però è stata scartata dai genitori che, per questioni religiose, si sono opposti alla distruzione di due embrioni.

Quella utilizzata è infatti il Spindle Nuclear Transfer che rimuove il nucleo dell’ovocita della madre e lo inserisce al posto di quello della donatrice che è dunque composto dal DNA nucleare della madre e quello mitocondriale della donatrice, così facendo si è evitato che i geni della sindrome di Leigh potessero essere trasferiti al figlio. L’ovocita che ne è risultato da questa operazione è stato quindi fecondato con lo sperma del padre e ha permesso di creare cinque embrioni, uno dei quali è stato impiantato nella madre che ha così vissuto una gravidanza normale della durata di 9 mesi dalla quale è nato il piccolo e sano Abrahim.

Per essere precisi, la mutazione genetica legata alla sindrome di Leigh non è completamente assente dai mitocondri del neonato, ma la percentuale (1%) è bassa a sufficienza da portare i medici ad escludere che possano insorgere problemi che di solito compaiono quando ad essere colpito è il 18% dei mitocondri. C’è comunque il rischio che i mitocondri “difettosi” possano replicarsi e incrementare di numero, per questo il piccolo Abrahim continuerà ad essere seguito dai medici.

L’innovativo metodo di fecondazione, vietato negli USA, è stato sperimentato in Messico dal team del New Hope Fertility Center di New York, guidato dal medico John Zhang. Quanto realizzato apre nuove

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