Si chiama Addax, Addax nasomaculatus, ma è conosciuta come antilope del deserto. Si tratta di una specie di antilope migrante del Sahara che presto non vivrà più sul nostro Pianeta. Secondo la IUCN Red List of Threatened Species infatti oggi restano solo pochissimi esemplari di questo animale. Responsabile della loro decimazione sono le istallazioni petrolifere in Niger della China National Petroleum Corporation (CNPC) il cui effetto è stato potenziato dai camion e dai bulldozer che hanno invaso il deserto.

Ad aggravare la situazione, ovviamente, ci si sono messi anche i bracconieri che, per quanto le autorità locali facciano di tutto per contrastarli, riescono comunque ad avere la meglio. Le condizioni di vita di questi animali sono peggiorate del 2010, quando la popolazione era composta da circa 200 esemplari.

Oggi però gli Addax liberi sono pochissimi e per giungere a questa triste notizia i ricercatori hanno utilizzato tecnologie moderne, come telecamere a infrarossi e ad altissima risoluzione, grazie alle quali hanno mappato, a bordo di un Cessna 208 Caravan, un area di 3.200 chilometri in 18 ore.

Certo è vero che questo animale, in cattività, esisterà ancora, ma un Addax in uno zoo non può certo essere paragonato con un Addax in libertà nel suo habitat naturale. Resta solo da sperare che le associazioni riusciranno a trovare una strada, in collaborazione con le autorità locali, utile a preservare questi esemplari rimasti.

L'Addax è un mammifero imponente con i suoi 100 chili e le enormi corna, presenti sia in maschi che femmine, che possono raggiungere anche un metro di lunghezza. Di colori bianco-biondo sabbia, l'Addax è un'antilope capace di vivere in condizioni estreme, come quelle del deserto, dove si nutre dell'erba che trova e riesce a vivere senz'acqua anche per molto tempo.