In cielo è spuntato un nuovo fenomeno astronomico legato all'aurora boreale che è stato ribattezzato ‘Steve' e non è uno scherzo. Accade infatti che un gruppo Facebook appassionato di fotografie di aurore boreali abbia inavvertitamente scoperto un fenomeno che ha deciso di chiamare, appunto, ‘Steve', eliminando forse qualsiasi fascino, ma incuriosendo il mondo della scienza che oggi sa dirci chi sia (o cosa sia) Steve.

A darci una risposta sull'effetto ‘Steve' (finora registrato nell'emisfero settentrionale) è il professor Eric Donovan della University of Calgary secondo cui non avremmo potuto assistere a questo fenomeno vent'anni fa, quando cioè iniziò a studiare le aurore. Ma torniamo a ‘Steve'.

Hey gang, with how popular STEVE is right now, Paul made a great suggestion to set up a gallery of everyone's shots of…

Gepostet von Chris Ratzlaff am Sonntag, 23. April 2017

Dopo la diffusione di alcune immagini, gli appassionati online hanno iniziato a proporre le loro teorie utili a comprendere il significato di questo fenomeno. In molti hanno deciso che quello che avevano fotografato fosse un arco di protone. Donovan però non era d'accordo, anche perché questo tipo di fenomeno in teoria non dovrebbe essere visibile, ma allora cos'è Steve?

Qui entra in gioco il progetto Swarm, la missione spaziale dell'ESA che studia il campo magnetico terrestre attraverso i satelliti artificiali. Donovan ha infatti analizzato i dati raccolti dal passaggio del satellite in corrispondenza di Steve e ha scoperto qualche informazione su di lui: “La temperatura a 300 chilometri sopra la superficie terrestre era salita di 3.000°C, è stato inoltre rilevato un fascio di gas di 25 chilometri che passava verso ovest a circa 6 chilometri all'ora”. Per ora questo è ciò che sappiamo di ‘Steve', serviranno ulteriori studi per darci una risposta definitiva.

Insomma, secondo il ricercatore Donovan, ‘Steve' sarebbe un fenomeno piuttosto comune che semplicemente non avevamo mai notato prima e che ora conosciamo (o comunque iniziamo a conoscere) grazie alla curiosità degli utenti che è forte al punto da richiamare l'attenzione del mondo della scienza.

[Foto di Dave Markel Photography]