Il premio Nobel per la Fisica 2018 va a Arthur Ashkin, Gérard Mourou e Donna Strickland per “invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica dei laser”. Le invenzioni di quest'anno hanno permesso di vedere sotto una nuova luce gli oggetti estremamenti piccoli e i processi incredibilmente rapiti. Tutto cioè è stato possibile grazie a nuovi strumenti precidi ed avanzati che hanno portato gli scienziati dentro aree inesplorate della ricerca e a una moltitudine di applicazioni industriali e mediche.

La pinzetta ottica di Ashkin, cos'è

Arthur Ashkin ha vinto per ‘le pinzette ottiche e la loro applicazione nei sistemi biologici'. Ma cosa significa? Le pinzette ottiche sono strumenti che utilizzano un impulso laser per afferrare particelle, atomi, virus e altre cellule viventi. In pratica grazie a questo strumento, Ashkin ha avverato il sogno fantascientifico di muovere gli oggetti con la pressione della radiazione. Ashkin, nel 1987, ha utilizzato le pinzette ottiche per catturare i batteri viventi senza danneggiarli. Questo gli ha permesso di studiare i sistemi biologici.

Gli impulsi ottici di Gérard Mourou e Donna Strickland

Gérard Mourou e Donna Strickland hanno vinto per ‘il loro metodo di generazione di impulsi ottici ad alta intensità e ultra corti'. I due ricercatori hanno parto la strata agli impulsi laser più corti e intensi mai creati dall'essere umano. Nel 1985 hanno rivoluzionato questo settore creando impulsi laser ultracorti ed ad alta intensità che però non distruggono il materiale di amplificazione. In pratica hanno compresso l'impulso nel tempo accorciandolo e aumentando di fatto l'intensità. Questo processo si chiama CPA, Chirped pulse amplification, tecnologia di amplificazione di impulsi ultrabrevi. Ma a cosa servono? Le applicazioni sono innumerevoli, tra queste ad esempio la chirurgia correttiva per gli occhi.