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Pregliasco: “Raddoppiando le vaccinazioni, toglieremo la mascherina all’aperto”

Il virologo a Fanpage.it : “Se la campagna vaccinale procederà come indicato dal generale Figliuolo, a giugno avremo il 60% delle prime dosi fatte. Ma ci vuole la responsabilità di tutti per evitare nuove risalite dei contagi”.
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Intervista a Fabrizio Pregliasco
Virologo del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico della Regione Lombardia.
A cura di Valeria Aiello
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L’obbligo della mascherina all’aperto, che in Paesi come gli Stati Uniti è stato revocato per le persone completamente vaccinate, cadrà anche in Italia? “Credo di sì, ma servirà essere come gli Stati Uniti”. Il virologo dell’Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco, guarda con prudenza all’uscita dall’emergenza, in sintonia con i numeri della pandemia e della campagna di vaccinazione. “Non siamo ancora nelle stesse condizioni” precisa a Fanpage.it, evidenziando che per noi non è ancora il momento di abbassare la mascherina.

Quando lo sarà?
Quando saremo al doppio dell’attuale copertura vaccinale con almeno la prima dose. Adesso siamo poco sotto il 30% della popolazione.

È la strada da seguire?
Direi di sì, anche se manterrei ancora le mascherine al chiuso, in situazioni di affollamento, in una progressione che segua la copertura vaccinale. Le riaperture, che noi adesso stiamo permettendo, porteranno a un incremento del numero di casi. Ma se le persone maggiormente a rischio e i più fragili saranno protetti, non avremo un incremento di ospedalizzazioni e morti.

Elimineremo quindi anche noi la mascherina all’aperto?
Esatto, a giugno, se la vaccinazione procederà come dice il generale Figliuolo, potremo farlo anche noi. Però al chiuso aspetterei ancora un po’.

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In realtà già adesso si vedono baretti super affollati, spiagge piene nel weekend, feste abusive e assembramenti nelle vie dello shopping…
Questo non è piacevole, ci vuole senso di responsabilità.

Qual è il rischio?
Di un incremento del numero dei casi, ovviamente consistente, che potrebbe in qualche modo inficiare il risultato oggettivo della vaccinazione. Sappiamo che non tutti i vaccinati sono completamente protetti, quindi l’efficacia può tendere a scemare.

Potrebbe esserci una nuova ondata?
Spero di no, forse un’onda di risalita, non un’ondata, quindi un rischio di rimbalzo. Poi, con l’avanzamento delle vaccinazioni, avremo un abbassamento complessivo. Le variabili in gioco sono i vaccini e i virus che circoleranno, sostanzialmente queste varianti.

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