Sorridere per essere felici
in foto: Sorridere per essere felici

Le amicizie, quelle vere e sincere e che si formano in età adolescenziale, ci rendono più sicuri di noi stessi e ci permettono di godere di una migliore salute mentale rispetto a coloro che invece, magari addirittura popolari a scuola, non sono riusciti a legare profondamente con altri coetanei. A darci questa notizia sono i ricercatori della University of Virginia che ,sulla rivista Child Development, hanno pubblicato lo studio intitolato "Close Friendship Strength and Broader Peer Group Desirability as Differential Predictors of Adult Mental Health" che, in un certo senso, rappresenta una rivincita per tutti coloro che al liceo non sono stati popolari, ma che hanno stretto forti relazioni di amicizia.

Lo studio. Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato 169 adolescenti nel corso di 10 anni, dai 15 ai 25 anni di età. Il gruppo era suddiviso così: 58% Caucasici, 29% Africo Americani e 8% mix di etnie, e con un reddito di famiglia compreso tra i 40 e i 60 mila dollari annui. Ai partecipanti è stato chiesto di rispondere, ogni anno, ad una serie di domande riguardanti le loro amicizie più strette e il loro stato emotivo, quindi il livello di stress, ansia e accettazione sociale, oltre che sicurezza in sé stessi ed eventuali sintomi della depressione. Al questionario hanno partecipato anche gli amici più stretti dei partecipanti.

Risultati. Dai dati raccolti è emerso che le persone che hanno stretto rapporti di amicizia ‘di qualità', quindi sinceri e veri, tendono ad essere mentalmente più sani ed emotivamente più stabili rispetto a coloro che invece non hanno legami così profondi: in pratica, le amicizie ci rendono più sicuri e riducono i sintomi della depressione. Le persone ‘popolari' al liceo invece da adulte risultano più ansiose. Ma perché?

Perché? Secondo i ricercatori, le amicizie ci permettono di provare più emozioni positive quando siamo adolescenti e quando cioè la nostra personalità si sta formando, questo ci renderebbe più sicuri di noi stessi da adulti e con un'identità più sviluppata, inoltre avere stretti legami d'amicizia ci stimola verso nuove esperienze. Insomma, la regola del ‘meglio pochi, ma buoni' sembra essere veritiera.