I ricercatori hanno progettato una plastica riciclabile che, come i pezzi di Lego, può essere smontata nelle sue parti costitutive a livello molecolare, e quindi ricomposta in una forma, una struttura e un colore diversi senza limiti di volte, senza perdita di prestazioni o qualità. Vediamo insieme come i ricercatori siano riusciti a creare una plastica completamente riciclabile.

Plastica, croce e delizia. La plastica è stata considerata una scoperta fondamentale del secolo scorso, ha rivoluzionato la nostra esistenza ed è diventata parte integrante delle nostre vite. Con il passare degli anni però ci siamo resi conto che questo materiale si sta accumulando sul Pianeta al punto da diventare una vera minaccia inquinante. Gli scienziati, negli ultimi anni, stanno lavorando per sostituire la plastica o, almeno, per ottimizzarla rendendola di nuovo un’opportunità e non una condanna. La plastica contiene vari additivi al suo interno, come coloranti o filler, o ritardanti di fiamma, e solo alcune tipologie di plastica, davvero poche, possono essere riciclate completamente. Ad esempio la PET, la plastica più diffusa, può essere riciclata solo al 20-30%, il restante 80-90% finisce in inceneritori e discariche dove il materiale ricco di carbonio impiega secoli per decomporsi.

Plastica 100% riciclabile. Gli scienziati sono riusciti a creare una plastica, chiamata PDK, che, come i mattoncini Lego, può essere montata e smontata nelle sue parti costituenti a livello molecolare e riassemblata in forme, texture e colori differenti senza limiti e senza perdita di prestazioni o qualità.

Come utilizzare questa nuova plastica. Gli scienziati vogliono sfruttare questa nuova tipologia di plastica per sostituire quella attualmente non del tutto riciclabile così da produrre adesivi, scarpe, cavi di computer e in generale tutto ciò che è in plastica. “Siamo ad un punto critico in cui dobbiamo riflettere sull'infrastruttura necessaria per modernizzare le strutture di riciclaggio per il futuro smistamento e lavorazione dei rifiuti”, spiegano gli scienziati. “Se queste strutture fossero progettate per riciclare PDK e materiali plastici correlati, saremmo in grado di deviare in modo più efficace la plastica dalle discariche e dagli oceani”. Chissà che non sia proprio questa plastica la rivoluzione del futuro e la salvezza del nostro pianeta.

Lo studio, intitolato "Closed-loop recycling of plastics enabled by dynamic covalent diketoenamine bonds”, è stato pubblicato su Nature Chemistry.