Piramidi, finalmente sappiamo come furono costruite: risolto mistero millenario
Per la prima volta nella storia dell'archeologia è stata scoperta una delle rampe utilizzate dagli Antichi Egizi per spostare enormi blocchi di pietra, necessari alla costruzione delle piramidi. L'esistenza di simili strutture veniva da tempo ipotizzata dagli scienziati, ma solo oggi il Ministero delle Antichità egiziano ha potuto confermare di averne trovata una, risolvendo uno dei misteri più affascinanti dell'archeologia. La rampa è sita a nord della moderna città di Luxor, nello scavo archeologico di Hatnub, e si trova nei pressi di quella che un tempo era un grande cava.
La rampa inclinata è composta da due file di gradini paralleli e presenta numerosi fori su entrambi i lati; con l'ausilio di corde e tronchi di legno – sfruttati come una slitta – la manodopera egiziana riusciva a sollevare i pesanti blocchi dalla cava, trascinarli in salita e portarli fino alla destinazione desiderata. Il sito, secondo il Ministero dell'Antichità, risale al regno del re Khufu nella quarta dinastia, ed è dunque contemporaneo alla costruzione della Grande Piramide di Giza (o Piramide di Cheope/Khufu) costruita 4.500 anni fa. Alta circa 140 metri e composta da oltre 2,3 milioni di blocchi, quest'opera – una delle sette meraviglie del mondo antico – è rimasta per millenni la struttura artificiale più grande del mondo, fino alla costruzione della Cattedrale di Lincoln in Inghilterra nel 1.300 dopo Cristo.
Solo alcuni mesi addietro è stato scoperto un papiro – redatto dal sovrintendente Merer – nel quale è indicato che il trasporto dei blocchi per la costruzione della Piramide di Giza avveniva anche attraverso imbarcazioni di legno, che risalendo un complesso sistema di canali giungevano fino al piccolo porticciolo associato alla costruzione. Le piramidi all'esterno sono composte principalmente da rocce calcaree, ma all'interno si trovano anche granito e alabastro, soprattutto su pareti e pavimenti. La cava di Hatnub dove è stata trovata la rampa era proprio ricca di alabastro, un materiale spesso utilizzato per realizzare imponenti statue.
Associati al sito, gli archeologi egiziani hanno scoperto anche un centinaio di interessantissime incisioni che descrivono l'organizzazione dei lavoratori e i resti dei loro alloggi stagionali. Si ritiene che per favorire il lavoro degli operai gli egiziani bagnassero la sabbia con l'acqua, al fine di ridurre l'attrito e il numero di persone necessario per il traino di blocchi e statue (che arrivavano a pesare 2,5 tonnellate). I dettagli e le fotografie dell'affascinante scoperta archeologica sono stati pubblicati sul profilo facebook ufficiale del Ministero delle Antichità egiziano, e presto sarà oggetto di approfonditi studi scientifici.
[Credit: Ministero delle Antichità]