La speranza è forse davvero l'ultima a morire. Secondo quanto riferito dal WWF in una nota ufficiale, vista la risposta positiva di molti governatori all'appello contro l'approvazione dell'abbattimento legale del lupo in Italia, ci sono buone possibilità di salvare questa specie che nel nostro Paese è protetta da 46 anni, da quando cioè stava seriamente rischiando l'estinzione. Domani pomeriggio, 2 febbraio 2017, è confermato il voto in Conferenza Stato-Regioni sul Piano per la conservazione e gestione del lupo con Veneto, Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria e Campania, in seguito alla obiezioni portate avanti dal Lazio lo scorso 24 gennaio.

Cosa chiedono tutti coloro che si schierano contro l'abbattimento legale del lupo?

Il WWF vorrebbe vedere "stralciato" il capitolo III.7, quello cioè relativo alle deroghe che permetterebbero ai cacciatori di abbattere legalmente un numero massimo di esemplari. Dall'altro lato però, si chiede un investimento da parte del Ministero dell'Ambiente e delle Regioni utile:

"per attuare le altre 21 azioni previste dal Piano per la prevenzione e il risarcimento dei danni alla zootecnia, per promuovere studi e ricerche indispensabili per una stima attendibile sul numero e distribuzione della specie nel nostro Paese e per azioni efficaci di contrasto del randagismo canino e del fenomeno dell’ibridazione cane-lupo"

Ma che fare per contrastare i danni provocati dal lupo?

Esistono evidenti problemi di convivenza tra l'uomo e il lupo, ma l'abbattimento non è la soluzione, visti i danni che potrebbe provocare: come lo sconvolgimento dei branchi e il conseguente incremento delle aggressioni da parte dei suoi membri ai danni degli animali. Per questo il WWF si dice pronto ad un confronto per trovare una soluzione che possa garantire la coesistenza sul territorio tra le attività economiche legate all’agricoltura e pastorizia, gli allevatori e i lupi.

L'Italia un Paese esemplare

L'Italia in questi anni ha rappresentato un vero e proprio esempio positivo per l'Europa grazie alle politiche messe in atto che hanno permesso a specie animali simbolo, come il lupo, l'orso o il gipeto, di tornare ad occupare il nostro territorio. L'abbattimento selettivo rappresenterebbe un passo indietro rispetto a quanto realizzato sino ad oggi. Anche Legambiente si schiera contro la parte del Piano che toglierebbe la protezione al lupo e chiede alle Regioni di non tirarsi indietro.