In Italia le quantità di pesce spada pescabile legalmente sono minori rispetto al passato a causa della pesca illegale che falsa i dati utili alla distribuzione delle quote tra le nazioni. Il nostro governo ha deciso di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea per schierarsi “contro la decisione della Commissione Ue che ha stabilito le quote di pesca del pesce spada, prevedendo un limite ai quantitativi massimi di pesca per la nostra flotta” come spiega Greenpeace. Ma cosa significa?

Quote di pesca in Italia. L'Unione Europea ha stabilito la nostra quota per il 2017 in base alle catture italiane registrate tra il 2010 e il 2011: le statistiche, viziate dalla pesca illegale con le reti derivanti, hanno portato alla decisione di una quota che però è inferiore rispetto a quanto ritenuto idoneo dal nostro governo.

La storia del pesce spada nel Bel Paese. Nel nostro caro Mediterraneo è possibile trovare una delle specie ittiche più pregiate e costose sul mercato: il pesce spada. Questo pesce però ha vissuto fasi diverse all'interno del settore della pesca: dagli anni '70 il numero di esemplari appartenenti a queste specie ha iniziato a diminuire sempre di più, fino a raggiungere quota -70%. Il motivo? La pesca illegale ed eccessiva.

Problemi della pesca. Se quello della pesca illegale ed eccessiva non fosse già un problema sufficientemente debilitante per il settore, a rendere ancora più difficile la vita nel Mediterraneo sono anche:

  • le catture accidentali, cioè la pesca di specie diverse rispetto a quelle cercate. Le vittime principali di questi eventi sono i capodogli e le tartarughe marine che restano intrappolati nelle reti derivanti che, guarda caso, sono illegali
  • la pesca di esemplari sotto taglia, il problema in questo caso è che pescando pesci troppo giovani non si riesca ad ottenere un ricambio svuotando di fatto il mare. Parlando di numeri: il 70% delle catture di pesce spada è sotto-taglia, pesci giovani e immaturi, troppo piccoli per riprodursi

Distribuzione delle soglie di pesca. Come si fa a decidere quanto possano pescare i vari Paesi? In base alla media statistica delle catture storiche: in pratica considerando quando ogni nazione ha pescato in passato, si stabilisce quanto potrà pescare in futuro. Questo però, secondo Greenpeace, è un “criterio insufficiente in quanto non tiene in considerazione anche l’impatto e il peso delle catture illegali nel conteggio totale delle catture”.

Italia, il paradosso dell'illegalità. Non tenendo conto di queste quote accade dunque che all'Italia vengano concesse legalmente soglie di pesca più basse rispetto alla realtà dei fatti: e cioè che i nostri mari vengono svuotato comunque dalla pesca illegale.