Seguire una dieta vegana per 16 settimana permette di dimagrire, di perdere massa grassa e di ridurre il rischio di diabete di tipo 2. Questa è la conclusione a cui sono arrivati gli scienziati che hanno analizzato gli effetti della dieta vegana su un gruppo di persone sovrappeso. Ecco come la dieta vegana attiva il metabolismo facendoci stare meglio.

La dieta vegana, cioè una dieta che non comprende alimenti di origine animale (quindi niente carne, pesce, uova e latticini), è spesso oggetto di critiche, gli scienziati però si sono chiesti quali fossero le reali conseguenze sulla salute di questo regime alimentare. Per scoprirlo hanno chiesto la partecipazione di 147 persone mediamente di 55 anni che sono state suddivise in due gruppi. Ad un gruppo è stato chiesto di seguire una dieta vegana per 16 settimane, all’altro invece di procedere con il loro personale regime alimentare. Il microbiota intestinale di tutti i partecipanti è stato valutato all’inizio e alla fine delle 16 settimane, così come sono stati raccolti dati circa il peso corporeo, la composizione corporea e la resistenza all’insulina.

Dai dati raccolti è emerso che i soggetti che avevano seguito la dieta vegana erano dimagriti mediamente di 5,8 chili, che la loro massa grassa e il grasso viscerale si erano ridotti e che la sensibilità all’insulina era aumentata.

Nello specifico, gli esperti hanno registrato un incremento del Faecalibacterium prausnitzii, un batterio associato alla perdita di peso, di massa grassa e di grasso viscerale. Lo stesso discorso vale per il batterio Bacteoides fragilis anch’esso incrementato nel gruppo dei vegani e associato anch’esso alla perdita di peso, di massa grassa e di grasso viscerale, ma anche all’incremento della sensibilità all’insulina.

Generalmente dunque gli esperti hanno notato come la dieta vegana sia in grado di far dimagrire le persone e di renderle meno a rischio diabete di tipo 2, questo grazie all’attivazione del microbiota intestinale e del metabolismo stesso. Perché? Gli esperti spiegano che la causa potrebbe essere l’abbondanza di fibre tipiche di questa dieta.