La celebre venere acchiappamosche, conosciuta anche come dionea, sa contare e utilizza queste sue competenze matematiche come strumento di caccia. A darci questa interessante notizia sono i ricercatori dell'Università di Wurzburg che, all'interno dello studio intitolato “The Venus Flytrap Dionaea muscipula Counts Prey-Induced Action Potentials to Induce Sodium Uptake” e pubblicato su Current Biology, ci spiegano anche fino a quanto queste piante sappiano contare.

Partiamo con il dire che la venere acchiappamosche è una pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Droseracee e il cui vero nome è Dionaea muscipula. Questa specie è originaria degli Stati Uniti ed è stata soprannominata dallo stesso Charles Darwin come “la pianta più spettacolare del mondo”. Effettivamente, sia il suo intrigante aspetto che l'apparato digerente simile a quello umano, visto il suo liquido “digestivo” contenente acidi e fermenti, rendono la Dionaea una pianta unica che viene definita “carnivora” poiché si ciba di insetti e ragni.

Per comprendere meglio come e perché la pianta decida di chiudere la trappola, quindi le sue foglie che ricordano una bocca dentata, i ricercatori hanno deciso di studiarla attentamente partendo dalla stimolazione dei peli presenti all'interno delle trappole stesse che sono connessi sia con il tessuto motorio che con il sistema endocrino. I dati raccolti hanno evidenziato che:

  • al primo tocco, la pianta si attiva e si prepara, ma ancora non si muove
  • al secondo tocco, la trappola si chiude bloccando la preda all'interno della pianta
  • al quinto tocco, la pianta inizia a rilasciare gli enzimi digestivi e a nutrirsi

In conclusione, la pianta carnivora venere acchiappamosche sa contare fino a 5. E la percezione dello stimolo motorio della preda è ciò che le permette di chiudere la trappola e nutrirsi.