5 Settembre 2020
14:19

Mangiare cibo spazzatura ti fa invecchiare più velocemente

Lo rivela uno studio presentato all’Ecoico 2020: tre o più porzioni al giorno dei cosiddetti cibi “ultra-trasformati” raddoppiano la probabilità di accorciamento dei telomeri, le estremità dei cromosomi che marcano l’invecchiamento cellulare e dell’intero organismo.
A cura di Valeria Aiello

Un nuovo studio, presentato in occasione del Congresso europeo e internazionale sull’obesità obesità (Ecoico) in corso dal 1° al 4 settembre online a causa della pandemia di coronavirus, ha chiarito perché il cibo spazzatura accelera l’invecchiamento dell’organismo. I risultati della ricerca hanno indicato che al consumo dei cosiddetti “cibi ultra-trasformati”, cioè bevande e alimenti prodotti attraverso una serie di processi industriali di trasformazione, è associato un maggiore rischio di accorciamento dei telomeri, le estremità dei cromosomi che marcano l’età biologica.

Mangiare cibo spazzatura ti fa invecchiare più velocemente

Lo studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha calcolato che consumare di tre o più porzioni al giorno di questi cibi raddoppia la probabilità di accorciamento dei telomeri. In altre parole, un’alimentazione a base di prodotti ricchi di zuccheri, sale, grassi saturi, additivi, coloranti e conservanti invecchia più rapidamente le cellule e quindi l’intero organismo.

La relazione tra invecchiamento cellulare e accorciamento dei telomeri è stata esplorata da diversi studi ma la nuova indagine ha voluto esplorare l’influenza dei cibi altamente trasformati e determinare in che misura il loro consumo incidesse sulle estremità dei cromosomi che, con l’avanzare dell’età, vanno già naturalmente incontro a un processo di accorciamento dal momento che, ogni volta che la cellula si divide, una piccola parte dei telomeri viene persa.

Gli studiosi, guidati dai professori Maria Bes-Rastrollo e Amelia Marti, entrambi dell'Università di Navarra, in Spagna, hanno esaminato i dati di quasi 900 persone di età compresa tra i 57 e 91 anni attraverso l’analisi delle sequenze telomeriche e le loro abitudini alimentari. In base al consumo di alimenti ultra trasformati, i ricercatori hanno diviso i partecipanti allo studio in 4 gruppi, osservando che al gruppo che consumava con più frequenza questi cibi (3 o più porzioni quotidiane) era associata una maggiore probabilità di una storia familiare di malattie cardiovascolari, diabete e obesità. Rispetto a coloro che consumavano con meno frequenza cibi ultra trasformati (meno di 2 porzioni al giorno), gli altri tre gruppi hanno mostrato una maggiore probabilità – rispettivamente del 29, 40 e 52 percento – di avere telomeri accorciati.

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