Chiunque viva con un cane ha bene in mente le mini pozze di acqua che circondano la ciotola di Fido. È inutile negarlo, il nostro cane, dopo aver bevuto, lascia dietro di sé una scia d'acqua. Diversamente, chi vive con un gatto spesso si vanta che quanto lui invece sia elegante nel bere. Insomma, anche nel campo del “bere”, l'eterna lotta tra canari e gattari trova una sua giustificazione. A difendere Fido però questa volta ci si è messa la scienza. Uno studio realizzato dal Virginia Tech College, intitolato “Dogs lap using acceleration-driven open pumping” e pubblicato su Pnas, mette in paragone il modo in cui i gatti e cani si abbeverano e dimostra che Fido non è poi così “sbrodolone” come si pensa, ma il tanto sgocciolare è necessario per riuscire a dissetarsi. Ma andiamo per punti.

Come potete vedere nel video, gli scienziati sfatano subito un mito, quello ciò che riteneva che Fido e Felix bevessero nello stesso modo. Partiamo dal presupposto che questi mammiferi non riescono a succhiare e, per riuscire a recuperare l'acqua, devono fare in modo di attirarla nella bocca.

Come? Utilizzando la lingua. Ma come?

  • Il cane la sfrutta come se fosse un cucchiaio, infilandola nell'acqua e, ritraendola velocemente verso il muso, ne porta dietro di sé una piccola colonna che finisce direttamente in bocca
  • Il gatto invece non la immerge completamente, ma ne sfiora la superficie riuscendo comunque a creare la colonna d'acqua che raggiunge così la bocca

A queste differenti tecniche aggiungiamo anche la diversa taglia degli animali ed ecco spiegato perché Fido finisca sempre sporcare ovunque.

Lo studio è stato realizzato utilizzando riprese in super slow motion di 19 cani di taglie e razze diverse e messo in paragone con precedenti studi simili effettuati invece sui gatti.