Tenere la mano della propria compagna durante il parto – e in altre situazioni di sofferenza – riduce sensibilmente il dolore sperimentato dalla donna, poiché il contatto con la persona amata produce un effetto analgesico. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell'Università di Haifa (Israele), dell'Università del Colorado di Boulder (Stati Uniti) e dell'Università Parigi Diderot (Francia), dopo aver condotto una serie di curiosi esperimenti.

Gli studiosi, coordinati dal professor Pavel Goldstein, docente di biostatistica e psicologia sperimentale presso l'ateneo americano e quello israeliano, hanno coinvolto in tutto venti coppie, sottoponendo uomini e donne a due distinte procedure. Le donne dovevano letteralmente stringere per mano un tubo ‘rovente', nel quale veniva fatta scorrere acqua calda a diverse temperature in grado di scatenare vari livelli di dolore. Gli uomini, decisamente più fortunati, dovevano semplicemente tenere per mano le compagne, essere presenti nella stanza senza alcun contatto fisico o trovarsi nella stanza attigua.

Goldstein e colleghi volevano verificare se la presenza del partner in sala parto, sempre più diffusa, si traduca in concreti benefici in termini di sollievo dal dolore. Più in generale, intendevano analizzare gli effetti della misteriosa “analgesia da contatto”, legata una sorta di collegamento empatico tra i cervelli delle persone coinvolte. Dall'analisi dei dati è emerso che le donne sperimentavano meno dolore proprio mentre i partner le tenevano per mano, inoltre, quando c'era il contatto, gli uomini erano più ‘abili' a percepire il dolore sperimentato dalle compagne, proprio in virtù del misterioso allineamento cerebrale. Nelle coppie con elettroencefalografie (EEG) più simili il dolore provato dalle donne era ancora minore, come se l'affiatamento della coppia avesse un impatto sul fattore analgesico.

La reale ragione di questa analgesia non è nota, tuttavia secondo gli studiosi vi sono due ipotesi probabili: il fatto che il contatto tra partner favorisca il rilascio di sostanze nel cervello in grado di rendere più sopportabile il dolore e la ‘sincronizzazione cerebrale', la cui componente empatica riuscirebbe in qualche modo a ridurre il dolore. I dettagli della curiosa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.