9 Dicembre 2021
13:12

Perché dopo aver bevuto il caffè senti il bisogno di andare in bagno

Il consumo di caffè aumenta la motilità intestinale ma il responsabile di questo effetto non sarebbe la caffeina, dato che la stessa azione si verifica anche in chi prende il decaffeinato.
A cura di Valeria Aiello

Per molti è quasi come aprire le persiane o infilarsi nella doccia al mattino: bere il caffè, che sia espresso o americano, fa parte di un rituale irrinunciabile al risveglio, per la conseguente dose di energia che ne deriva. Per tanti, tuttavia, la tazzulella ‘e cafè è anche una strategia rapida e praticamente infallibile per far scattare il bisogno di andare in bagno.

L'effetto del caffè sull'intestino

Sulla questione, diversi studi hanno suggerito che il caffè influisce sul tratto gastrointestinale, stimolando la peristalsi, ovvero la motilità intestinale, anche se i ricercatori non hanno ancora completamente compreso come ciò avvenga. Secondo alcune ricerche, il responsabile di questo effetto non sarebbe però la caffeina, come indicato in un articolo pubblicato su Clinical Trial nel 1998, in cui è stato scoperto che anche il caffè decaffeinato ha un effetto stimolante simile, mentre una tazza di acqua calda no.

Il caffè è una bevanda complessa, contenente più di 1.000 composti, molti dei quali hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. “E determinare come influenzino l’intestino è impegnativo – spiega al New York Times il dottor Robert Martindale, professore di chirurgia e direttore medico presso l’Oregon Health and Science University, negli Stati Uniti – . Una cosa che sappiamo è che il caffè non ha lo stesso effetto in tutte le persone”.

Uno studio pubblicato nel 1990 sulla rivista Gut, ha infatti mostrato che il caffè influenza le abitudini intestinali nel 29% delle persone, in particolare nelle donne (63%). Tuttavia, secondo Martindale, la percentuale di persone che hanno una risposta intestinale dopo aver bevuto il caffè potrebbe essere molto più alta, raggiungendo il 60% e senza differenze tra uomini e donne. “Sappiamo inoltre che una risposta istintiva al caffè può avvenire rapidamente” precisa l’esperto che, in riferimento a questo stesso studio, ha indicato i risultati di un’ulteriore indagine condotta in alcuni volontari che hanno accettato di inserire una sonda intestinale per il rilevamento della pressione nel colon, al fine di misurare le contrazioni muscolari intestinali prima e dopo aver bevuto una tazza di caffè.

Tra coloro che avevano affermato che il caffè di solito stimolava la motilità intestinale, la sonda ha mostrato un aumento significativo della pressione entro quattro minuti dal consumo di caffè, mentre i cosiddetti non-responder non hanno avuto alcun cambiamento nell’attività del colon”.

D’altra parte, il fatto che bere una tazzina di caffè possa stimolare l’attività intestinale in pochi minuti significa che “probabilmente stimola l’asse intestino-cervello” ha aggiunto Martindale. In altre parole, l’arrivo del caffè nello stomaco invia un messaggio al cervello, che poi “stimola il colon a dire: ‘Beh, faremmo meglio a svuotarci, perché sta arrivando qualcosa'” spiega l’esperto. Il caffè stesso si muoverebbe attraverso l’intestino molto più lentamente, probabilmente impiegando almeno un’ora per arrivare dallo stomaco attraverso l’intestino tenue fino al colon.

Il riflesso che ci fa correre in bagno

Questa comunicazione tra stomaco, cervello e colon, chiamata riflesso gastro-colico, è nota come una normale risposta al cibo. “Ma il caffè sembra avere un effetto fuori misura” indica Martindale che, citando un altro studio pubblicato nel 1998 che ha mostrato come, in seguito al consumo di 240 ml di caffè, siano state rilevate contrazioni simili a quelle indotte da un pasto di circa 1.000 calorie. I ricercatori hanno anche ipotizzato che i messaggi intestino-cervello dopo il caffè siano probabilmente causati da una o più delle tante sostanze contenute nella bevanda, forse mediati da alcuni dei nostri stessi ormoni che svolgono ruoli importanti nel processo digestivo, come la gastrina o la colecistochinina, che possono aumentare dopo aver bevuto il caffè”.

Anche se il meccanismo esatto rimane non completamente compreso, l’effetto del caffè sull’intestino può rivelarsi particolarmente utile in alcuni casi, compresi quelli di persone che si stanno riprendendo da alcuni tipi di interventi chirurgici. “La funzione intestinale compromessa è comune dopo interventi chirurgici addominali, ad esempio, che possono portare a gonfiore, dolore e incapacità di far passare il gas o tollerare il cibo”. In particolare, un’analisi del 2020 ha combinato i risultati di sette studi clinici e ha scoperto che bere caffè ha permesso ai pazienti che avevano avuto un intervento chirurgico al colon-retto o ginecologico può accelerare il recupero post-operatorio della funzione gastrointestinale.

Un paio di sorsi di caffè possono aiutare, non ne serve molto” continua Martindale, che offre regolarmente ai suoi pazienti una tazza di caffè nella mattinata successiva all’intervento. L’esperto suggerisce di consumare caffè, insieme ad altri cambiamenti nella dieta, anche a chi soffre di costipazione, sebbene non sia raro che i pazienti che rinunciano al caffè per un motivo o per un altro gli dicano “Dottore, non possono andare in bagno senza caffè”.

Sonya Angelone, dietista e portavoce dell’Accademia di nutrizione e dietetica, ha messo in guardia dal fare troppo affidamento sul caffè per rimanere regolari. Se qualcuno è stitico, “non è perché ha una carenza di caffè” dice Angelone che consiglia di mangiare più frutta e verdura, perché ricche di fibre, oltre ad aumentare l’assunzione di liquidi e l’attività fisica per affrontare la stitichezza. “Quello che osservo in molti casi, è che le persone non iniziano la giornata consumando un giusto apporto di fibre”.

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