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28 Settembre 2016
18:23

Olio di palma? Ora fa bene. Ricerca italiana svela: “Cura il melanoma”

I ricercatori italiani hanno scoperto che, se l’olio di palma può far male alla salute, può anche essere un valido aiuto nella lotta contro il melanoma.
A cura di Zeina Ayache
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L’olio di palma contiene una vitamina che ha un ruolo antitumorale e che agisce curando le cellule di melanoma umano. Questo è quanto sostengono i ricercatori dell’Università Statale di Milano che, con la collaborazione dell’Università dell’Aquila, hanno pubblicato su Scientific Reports lo studio intitolato “Vitamin E δ-tocotrienol triggers endoplasmic reticulum stress-mediated apoptosis in human melanoma cells” attraverso il quale hanno dimostrato che, se l’olio di palma è spesso accusato di provocare danni alla salute, può però anche avere proprietà antitumorali grazie ad un nutriente vitaminico essenziale presente nella vitamina E. Ma andiamo per punti.

L’olio di palma contiene diverse sostanze: glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) che si formano quando un alimento viene lavorato o raffinato ad alte temperature e che sono considerate cancerogene e genotossiche, se consumate in quantità eccessive. E non solo. L’olio di palma contiene una proteina, p66Shc, che provoca l’aumento dell’apoptosi, cioè della morte cellulare programmata, distruggendo le cellule pancreatiche che producono insulina, agevolando lo sviluppo del diabete di tipo 2. Senza contare gli acidi grassi stessi che sono dannosi per il sistema cardiovascolare.

Però: “non tutto l’olio di palma viene per nuocere”, affermano i ricercatori italiani. A quanto pare infatti esiste un composto della vitamina E, il delta‐tocotrienolo (δ‐TT), che agisce contro i tumori, nello specifico contro il melanoma. Test effettuati hanno dimostrato, come dicevamo, che il delta‐tocotrienolo “spinge le cellule di melanoma verso la morte cellulare programmata (apoptosi) attraverso un meccanismo intracellulare noto come stress del reticolo endoplasmatico”. Questa capacità, osservata sia in vitro che in vivo, ha permesso un rallentamento della crescita e della progressione della malattia, senza effetti indesiderati. La scoperta effettuata aiuterà in futuro a capire se il delta‐tocotrienolo possa essere utilizzato per potenziare i trattamenti antitumorali attualmente impiegati contro il melanoma, per adesso però non ci resta che aspettare.

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