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Covid 19
9 Settembre 2021
09:56

Nuovi dati mostrano l’impressionante efficacia del vaccino di Moderna nel mondo reale

L’analisi condotta da un team di ricerca guidato dagli esperti del Kaiser Permanente in California del Sud ha valutato la protezione conferita dal ciclo vaccinale a due dosi in oltre 350mila vaccinati: l’efficacia contro il ricovero è del 96%, contro l’infezione dell’88%.
A cura di Valeria Aiello
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Nuova prova di efficacia per il vaccino anti-Covid di Moderna che in un’analisi dei dati del mondo reale si è confermato altamente protettivo. L’indagine ha coinvolto oltre 350mila vaccinati e altrettanti non vaccinati, fornendo una stima particolarmente puntuale della protezione conferita da due dosi del siero a mRNA.

L’analisi, condotta da un team di ricerca guidato dagli esperti del Kaiser Permanente in California del Sud, ha infatti mostrato che due dosi di vaccino conferiscono una protezione dell’88% dall’infezione e del 96% dal ricovero nel follow-up a cinque mesi. Nella prevenzione dell’infezione, precisano gli autori dello studio, l’efficacia è risultata maggiore contro le forme di Covid sintomatico (88%) rispetto alle forme asintomatiche della malattia (73%), sebbene fosse simile per età, sesso e sottogruppi di razza/etnia. Al contempo, l’efficacia contro il ricovero per Covid e la morte ospedaliera è stata rispettivamente del 96% e del 98% nel periodo di studio.

Efficacia del vaccino a mRNA di Moderna nei confronti dell’infezione (A) e dell’ospedalizzazione per Covid (B) / Preprint with The Lancet
Efficacia del vaccino a mRNA di Moderna nei confronti dell’infezione (A) e dell’ospedalizzazione per Covid (B) / Preprint with The Lancet

Questi risultati ad interim forniscono prove rassicuranti dell’efficacia nel mondo reale” affermano i ricercatori che hanno inoltre sequenziato i tamponi risultati positivi, individuando le varianti legate alle infezioni occorse nei vaccinati e nei non vaccinati. Le varianti prevalenti nei vaccinati erano Delta (47,1%), Alpha (21,4%), Gamma (11,4%), Epsilon (4,3%) e Iota (4,3%) mentre nei non vaccinati erano Alfa (41,2%), Epsilon (18,2%), Delta (11,0%) e Gamma (8,6%).

Prevalenza di varianti legate all’infezione nei vaccinati, nei vaccinati con una dose, e nei non vaccinati / Preprint with The Lancet
Prevalenza di varianti legate all’infezione nei vaccinati, nei vaccinati con una dose, e nei non vaccinati / Preprint with The Lancet

I dati, anticipati in preprint su The Lancet, sono parte dell’indagine completa che richiederà un follow-up più lungo per valutare in maniera esaustiva l’efficacia del vaccino rispetto alle varianti emergenti. In questa prima fase, che ha riguardato i vaccinati con due dosi a distanza di almeno 24 giorni nel periodo compreso tra il 18/12/2020 e il 31/03/2021, l’analisi è stata condotta fino al 30/06/2021.

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