Tramonto
in foto: Tramonto

Ci sono persone che non possono contare le pecore per addormentarsi perché non riescono ad immaginarsele, così come c'è chi trova impossibile vedere nella propria memoria il volto di una persona amata, che sia un ex fidanzato o un parente che ormai non c'è più, o un tramonto. Questo limite immaginario è stato battezzato Aphantasia, o Afantasia, ed implica l'assenza dell' “occhio della mente” sin dalla nascita.

Soffrire di aphantasia vuol dire non riuscire a creare immagini mentali, una mancanza questa che impedisce a chi ne è affetto di avere una carriera come architetto o designer, per le quali questo tipo di immaginazione è invece fondamentale.

Per capirne di più, il professor Adam Zeman, della University of Exeter Medical School, ha preso in esame i primi studi sull'argomento, che risalgono al 1880, e ha pubblicato una ricerca su Cortex, intitolata “Lives without imagery – Congenital aphantasia” svolta su individui per i quali era impossibile creare immagini mentali. Il primo paziente dal quale è partito questo approfondimento scientifico in realtà non era nato senza “occhio della mente”, ma ha perso la sua immaginazione in seguito ad un'operazione all'arteria coronaria.

Studi effettuati su questo paziente attraverso risonanza magnetica hanno mostrato una normale attività cerebrale che risultava meno accentuata nella corteccia visiva quando gli veniva chiesto di immaginarsi i volti che aveva osservato poco prima. Il soggetto non riusciva a ricostruire visivamente i dettagli, ma sapeva descriverli perfettamente, quindi non aveva problemi alla memoria visiva. Secondo il professor Zeman, le persone affette da aphantasia riescono a compensare le mancanze visive con la memoria e solo studi futuri potranno spiegarci il perché.