L'annuncio è arrivato qualche giorno fa: a causa della siccità che ha colpito il Paese, lo Zimbabwe è costretto a vendere gli animali selvatici locali nella speranza di offrire loro un'opportunità per sopravvivere. Secondo quanto dichiarato da Caroline Washaya, portavoce dell'autorità che gestisce la vita della fauna nazionale, sono ben accette tutte le offerte di acquisto pur di preservare gli animali dall'assenza di acqua che li condurrebbe a morte certa. Non sono stati rilasciati i prezzi o il numero esatto di animali in vendita, ma si conta nei prossimi giorni di avere più dettagli.

Il parco nazionale attualmente ospita più del doppio degli elefanti che potrebbe contenere e questo rende la vita degli animali, e di chi deve gestirne la sopravvivenza, più complicata, a tutto ciò si è aggiunta la siccità provocata dal fenomeno climatico El Niño che, a livello globale, ha portato ad un generale aumento delle temperature destinata a crescere ancora.

Le autorità fanno sapere di aver bisogno di acqua e di donazioni per garantire la protezione necessaria agli animali contro i bracconieri. La situazione è davvero grave, ci basti pensare che al momento lo Zimbabwe sta vivendo un periodo di siccità peggiore rispetto a quello del 1992 quando centinaia di animali morirono a causa delle devastanti condizioni climatiche. La paura è dunque quella che di rivivere una simile decimazione.

I problemi per lo Zimbabwe non finiscono qui. Il Paese sta infatti vivendo una crisi interna che sta provocando una carenza di liquidità tale che lo stesso governatore della Banca Centrale, John Mangudya, ha annunciato che le autorità nazionali stamperanno una versione locale del dollaro statunitense.

La domanda che si stanno ponendo tutti i responsabili dei parchi nazionali a questo punto è: chi si preoccuperà di dare cibo e acqua agli animali?