Nittie Stevens
in foto: Nettie Stevens, la donna che ha scoperto la teoria cromosomica alla base della determinazione del genere sessuale.

Dietro la teoria cromosomica per la determinazione del genere sessuale degli esseri umani c'è una donna. Nettie Stevens è stata tra le menti che più hanno rivoluzionato il mondo della scienza: grazie ai suoi studi sulla genetica, che l'hanno portata a viaggiare da un angolo all'altro del pianeta, ha scoperto come il genere di ciascuno, e dunque anche le fattezze fisiche, dipendano dalla presenza o assenza del cosiddetto cromosoma Y. Il 7 luglio 2016 si celebra il 155esimo anniversario della sua nascita, una data carica di significato per tanti che hanno dedicato la propria vita a ricerche in questo campo e che persino il più grande motore di ricerca della rete, Google, ha voluto ricordare dedicandogli un doodle personalizzato.

I cromosomi X e Y decidono il genere delle persone

I cromosomi altro non sono che delle strutture contenute nel nucleo delle cellule e nelle quali è organizzato il materiale genetico di ciascuno. Uomini e donne possiedono 22 coppie di cromosomi identici tra loro, ma dalla combinazione dell'ultima, la 23esima, deriva non solo il genere sessuale degli esseri viventi, ma anche le fattezze fisiche. In particolare, come ha dimostrato Nettie Stevens studiando il comportamento delle larve da farina e di altri tipi di insetti, è la combinazione tra il cromosoma X e il cromosoma Y, i cosiddetti cromosomi sessuali, il responsabile del sesso di un soggetto. Stevens notò che nei maschi vi era un cromosoma più piccolo, per l'appunto quello Y. Per cui, negli anni successivi, si è arrivati alla conclusione che lo sperma dei maschi contiene un cromosoma X e uno Y, mentre le cellule riproduttive femminili entrambi i cromosomi X. Questi ultimi sono ricchissimi di geni, formati da ben 150 milioni di basi che determinano le caratteristiche fisiche di ciascuno. Si tratta di geni molto importanti, perché, quando non funzionano, possono provocare malattie, come l'emofilia, il daltonismo e altri generi di ritardi mentali.

Nettie Stevens lavorò anche a Napoli

Nata nel 1861 a Cavendish, nello stato a stelle e strisce del Vermont, Nettie Stevens è una biologa e genetista, diventata famosa per la scoperta della teoria cromosomica del genere sessuale. Dopo la laurea in fisiologia e istologia all'Università di Stanford, in California, cominciò a studiare il comportamento delle cellule umane prima al Bryn Mawr College, vicino Philadelphia, e poi a Napoli, tra il 1901 e il 1902, presso la Stazione Zoologica della città all'ombra del Vesuvio, dove si dedicò in particolare all'analisi degli organismi marini. Da qui si trasferì ben presto in Germania, dove insieme a Theodor Boveri, approfondì il comportamento dei cromosomi durante il processo di divisione cellulare. Ma fu quando tornò negli States che mise a punto la sua rivoluzionaria ricerca, supportata dal biologo Thomas Hunt Morgan, che era stato suo docente alla Mawr. Il suo studio fu pubblicato le 1905. Negli anni precedenti aveva osservato il processo riproduttivo dei vermi della farina e degli afidi, insetti meglio noti come pidocchi delle piante, riconoscendo la presenza di cromosomi diversi in esemplari maschili e femminili. Per lei, però, non fu per niente facile farsi strada nel campo scientifico all'epoca. E' stata infatti una delle prime vittime del cosiddetto "effetto Matilda", ovvero della sottovalutazione dei risultati conseguiti dalle donne. Così, nonostante fosse arrivata prima degli altri, il merito della scoperta delle basi genetiche della determinazione del sesso è stato spesso e a lungo attribuito a Morgan, che nel 1933 ottenne anche per questo il premio Nobel. La Stevens morì nel 1912 a soli 50 anni a causa di un tumore al seno. Nel 1994 è stata inserita nella National Women's Hall of Fame.

La Stevens e l’esercito di pioniere

Nettie Stevens è stata la prima donna a cambiare in maniera rivoluzionaria il mondo della genetica e della scienza in generale. Ma non è stata di certo l'unica. Ha fatto da apripista ad altre studiose che pure hanno lasciato il segno in questo settore. Tra le altre pioniere, non si può non menzionare Rosalind Franklin, chimica e fisica britannica vissuta tra il 1920 e il 1958. E' ricordata per essere stata la prima ad aver effettuato un'immagine a raggi X del Dna, consolidando le teorie scientifiche dell'epoca. Purtroppo il suo studio venne portato a compimento dopo la sua morte da Francis Crick e James Watson che ricevettero addirittura il premio Nobel per aver identificato la struttura del Dna. Anche Alice Middleton Boring ha ottenuto un piccolo posto nella storia della ricerca scientifica. La sua mentore è stata proprio Nettie Stevens alla Mawr. Noti sono i suoi studi all'inizio del Novecento sulla formazione e la funzione delle cellule. In tempi più recenti, è stata l'americana Ruth Sager a brillare più di altre. Il suo contributo più importante alla genetica fu la scoperta che il Dna potesse trovarsi anche all'esterno del nucleo cellulare, il cosiddetto Dna extracromosomiale.