Nemo, il pesce pagliaccio celebre per il cartone ‘Alla ricerca di Nemo', ha escogitato una tecnica astuta per non farsi mangiare dall'anemone in cui vive e con cui ha un rapporto simbiotico. Ma vediamo cosa hanno scoperto i ricercatori del Georgia Institute of Technology.

Un rapporto simbiotico. Il pesce pagliaccio vive tra i tentacoli dell'anemone e i due hanno un rapporto simbiotico: l'anemone ospita il pesce pagliaccio e le sue uova, proteggendolo dai suoi predatori, e il pesce pagliaccio scaccia i pesci che cercano di mangiare i tentacoli dell'anemone. L'anemone a modo suo cerca comunque di difendersi ‘sparando' dei darti veleniferi che iniettano nei pesci una neurotossina paralizzante, la preda immobile viene così trascinata nella sua bocca. E non solo. L'anemone riesce a crescere grazie all'urina del pesce pagliaggio dalla quale assorbe gli zuccheri necessari per svilupparsi. A questo punto viene da chiedersi: come fa Nemo a proteggersi dal veleno?

Questione di batteri. I ricercatori ci spiegano che il pesce pagliaccio è ricoperto di uno strato di muco che lo protegge dall'effetto dei tentacoli, ma come? Studiando la composizione del muco dei pesci pagliaccio e dei tentacoli, gli esperti hanno scoperto che i due esseri vivendi condividono alcuni microbi, che si nutrono del muco. Strofinandosi sui tentacoli, il pesce pagliaccio ‘raccoglie' questi batteri, che modicano la composizione dei suoi stessi batteri, ed evita così l'effetto del veleno.

Il pesce pagliaccio Houdini. I ricercatori raccontano che nel corso dei loro esperimenti hanno ribattezzato uno dei pesci pagliaccio ‘Houdini' perché era in grado di nascondersi anche nei punti più angusti e riusciva a battere con l'astuzia i suoi predatori.

Gli altri pesci pagliaccio. Tra gli altri pesci pagliaccio dell'esperimento, i ricercatori raccontano di ‘Bubbles', che è in grado di far esplodere un sacco di bolle, e ‘Flouder' perché dimenandosi riusciva sempre a salvarsi.