Il ruolo dei bambini nella diffusione del coronavirus nella comunità non è ancora stato ben compreso ma alcuni aspetti stanno iniziando ad essere chiariti grazie alla più ampia disponibilità e applicazione sia dei tamponi sia delle indagini di sieroprevalenza attraverso test anticorpali. Dopo i risultati di uno studio inglese che hanno confermato che i più giovani corrono meno rischi degli adulti di sviluppare malattia grave, una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Jama Pediatrics ha evidenziato le caratteristiche della diffusione virale nei pazienti pediatrici con infezione da coronavirus. “A nostra conoscenza – scrivono le due autrici dello studio, Roberta DeBiasi e Meghan Delaney della Washington University – non esistono precedenti osservazioni che si siano concentrate sulla frequenza di infezione asintomatica nei bambini o la durata dei sintomi e diffusione virale sia nei bambini asintomatici e sintomatici”.

Bambini asintomatici, la diffusione virale dura anche tre settimane

In tal senso, le due ricercatrici hanno analizzato i dati provenienti da 22 centri di tutta la Corea del Sud, dove il sistema sanitario ha condotto test su larga scala e osservazioni dirette sui più piccoli, concentrando l’analisi su 91 bambini asintomatici, presintomatici e sintomatici con infezione delle vie aree superiori e inferiori da lieve a moderata, identificati principalmente mediate tracciamento dei contatti. “Il primo aspetto emerso dallo studio è che i bambini hanno maggiori probabilità di passare inosservati e continuare le loro attività abituali, contribuendo alla circolazione virale all’interno della comunità – riportano le due studiose, constatando che–  solo in una minoranza dei bambini (7%), l’infezione è stata identificata da test eseguiti in concomitanza con l’insorgenza dei sintomi”.  Le ricercatrici hanno inoltre osservato che, nei bambini sintomatici e presintomatici, la durata dei sintomi variava ampiamente. “Nei sintomatici, la durata media è stata di 11 giorni, oscillando da 1 a 36 giorni, e senza differenze sostanziali tra infezione lieve o moderata. I bambini presintomatici, invece, hanno mostrato una durata dei sintomi più breve, in media 3,5 giorni, variando da 1 a 21 giorni”.

A questa seconda osservazione si aggiunge “il terzo e più importante punto da portare a casa” che riguarda la diffusione virale nei pazienti pediatrici: il virus è stato rilevabile per un periodo prolungato di tempo (media di 17,6 giorni) in tutti i bambini, indipendentemente dal fatto che fossero o meno presenti sintomi. “I bambini asintomatici – spiegano le ricercatrici – hanno mostrato virus rilevabile per una media di 14 giorni e il 20% ha continuato a mostrare una carica virale 21 giorni dopo la prima rilevazione”. Le autrici hanno inoltre notato che, nei bambini asintomatici, la durata della diffusione virale “potrebbe essere anche più lunga  dal momento la data dell’infezione non si conosce con precisione”. Quanto ai bambini con sintomi, quasi la metà aveva una carica virale rilevabile a 21 giorni.

Si tratta di risultati sorprendenti concludono le ricercatrici, in particolare perché il 98% dei bambini era asintomatico o ha sviluppato una malattia da lieve a moderata, nonché “altamente rilevanti per la definizione delle strategie di salute pubblica per contrastare o contenere la diffusione del coronavirus all’interno della popolazione, in particolare quando le comunità colpite affrontano le fasi di ripresa delle attività”.