Pensi di sapere davvero cosa stai mangiando? Un nuovo report di CIWF Italia mostra quali siano le condizioni di trasporto dei bovini che dall'Italia, così come da altri Paesi europei, raggiungono la Turchia dove trovano la morte ad attenderle. Le più sfortunate (o forse non le più fortunate) muoiono già durante il trasporto, le altre, affamate, assetate e lasciate a vivere in micro spazi tra feci e urine, sono destinate al macello dopo un lungo viaggio che spesso le trattiene al confine anche per molti giorni, durante i quali il loro benessere non è il primo pensiero di chi le trasporta.

CIWF Italia mostra cosa significhi non vietare le esportazioni dall'Unione Europea verso i Paesi extra UE, sottolinea quali siano le condizioni degli ultimi giorni su questa Terra di milioni di animali che ogni anno, dopo aver trascorso lunghi periodi in allevamenti intensivi, finisco la loro vita tra urina, feci e colpi di calore. Alcune di loro vengono addirittura fatte partorire da coscienti: con un coltello gli addetti aprono le pance ed estraggono i vitelli. Se questo non fosse sufficiente, le madri vengono sgozzate e lasciate morire.

I video diffusi, ottenuti dalle indagini effettuate da AWF | TSB Zürich e Eyes On Animals, non sono una bandiera del vegetarianismo, ma vogliono far luce sulle atrocità inflitte gratuitamente agli animali in transito. Non si tratta di vietare il viaggio verso i macelli, i macelli stessi o l'allevamento, ma di garantire un adeguato benessere a questi esseri viventi senzienti e sensibili, anche ai fini stessi del consumatore che di certo preferisce nutrirsi della carne di una mucca nata, vissuta, morta e macellata in condizioni igieniche adeguate e non tra i suoi stessi escrementi dei quali, affermano gli autori del video, spesso si nutrono durante questi viaggi.

Il tema delle condizioni di vita degli animali negli allevamenti ormai non può più essere ignorato. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità l'anno scorso ne aveva sottolineato i pericoli in relazione all'antibiotico resistenza, senza contare i dati forniti dal documentario “Cowspiracy” che ci mostra come queste fabbriche di carne, latte e formaggi siano responsabili dell'inquinamento globale. Insomma, non si tratta di diventare vegetariani, ma di iniziare a pensare ad nuovo modo di intendere gli allevamenti garantendo dignità agli animali e sicurezza ai consumatori, mettendo da parte lo sfruttamento, l'abuso di farmaci e il consumismo che non sembrano essere più gestibili.