La mozzarella di bufala non è ciò che sembra, non è il prodotto naturale realizzato dal latte delle bufale che vivono felici con i loro bufalini, ma un prodotto Made in Italy frutto del maltrattamento degli animali costretti a vivere tra feci e cadaveri. Questo è quanto si evince dalla nuova inchiesta di Animal Equality, “Una bufala tutta italiana”, che mostra il dietro le quinte della produzione della mozzarella di bufala in alcuni allevamenti della Campania e del nord Italia. Vediamo insieme cosa c’è da sapere e cosa stiamo realmente mangiando.

Animal Equality ci racconta attraverso immagini strazianti ciò che avviene all’interno di alcuni allevamenti di bufale utilizzate per il latte che diventerà mozzarella di bufala. Ciò che possiamo vedere dall’investigazione, che include anche alcuni video concessi da Vier Pfoten International, sono animali morti e abbandonati vicino ad altri vivicadaveri coperti di feci e fango, bufale obbligate a vivere in condizioni inadeguate per il loro benessere con le zampe immerse fino alle ginocchia nelle feci e nel fango.

Da questi animali, che sono più di un milione e mezzo nel nostro Paese ogni anno e che vivono in queste condizioni igienico-sanitarie non a norma, nasce uno dei prodotti del Made in Italy di cui ci vantiamo di più: la mozzarella di bufala.

Ma non è tutto. Oltre alle bufale, le vittime di questo mercato sono anche i bufalini maschi. Per chi ha avuto la sfortuna di essere nato maschio, infatti, il destino è tutto fuorché roseo e naturale: abbandonati a morire di fame e di sete nelle aree intorno agli allevamenti, questi animali sono considerati non esseri viventi, ma scarti di produzione, come fossero avanzi di plastica. Ovviamente questa pratica non è a norma, la legge prevede che questi bufalini vengano mandati al macello dove, per ognuno, gli allevatori devono pagare tra i 20 e i 30 euro.

L’indagine di Animal Equality, oltre a sottolineare cosa si nasconde dietro alla ‘qualità’ della mozzarella di bufala che mettiamo nel nostro piatto e il destino dei bufalini, evidenzia un altro danno provocato da questi allevamenti: il disastro ambientale.

Le immagini dell’inchiesta mostrano anche gli sversamenti illegali di liquami degli allevamenti che comportano la formazione di torrenti tossici “propri torrenti tossici pronti a invadere i campi e i terreni circostanti, con il rischio di penetrare direttamente nella falda acquifera”. I liquami in alcuni casi vengono addirittura sversati in mare o nei laghi, dove provocano enormi rischi per sicurezza biologica e sanitaria.