Gli scienziati della Duke-NUS Medical School, della University of Bristol, della Monash University e del RIKEN fanno sapere di aver sviluppato un algoritmo capace di predire gli elementi necessari per trasformare una cellula umana nel tipo di cellula desiderata, qualsiasi essa sia. Quanto scoperto, che potrebbe avere un importate impatto sulla futura medicina rigenerativa e sulla riprogrammazione cellulare, è stato pubblicato su Nature Genetics all'interno dello studio intitolato “A predictive computational framework for direct reprogramming between human cell types”.

Già qualche anno fa lo scienziato Shinya Yamanaka, vincitore del Premio Nobel, aveva dimostrato che le cellule, le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), possono essere riprogrammate, modificate e trasformate in qualsiasi cellula specializzata del nostro corpo: tessuti degli occhi, cellule neurali o utili alla creazione di organi. La scoperta, in teoria, avrebbe aperto nuove opportunità scientifiche, legate ad esempio alla ricrescita degli arti o alla ricostruzione degli organi, se non fosse stato per alcuni limiti, superati adesso dal nuovo studio e dal sistema, o meglio dall'algoritmo, “Mogrify” sviluppato per creare iPS in un modo più rapido e semplice, ma soprattutto più sicuro.

I testi effettuati, spiegano i ricercatori, hanno dimostrato la capacità di Mogrify, descritto come "un atlante mondiale capace di mappare nuovi territori", di prevedere con precisione “l'insieme di fattori cellulari necessari per la conversione corretta delle cellule stesse”.

Quanto scoperto, sperano i ricercatori, potrà in futuro riprogrammare le cellule “difettose” dei pazienti e renderle “funzionanti” e sane. Come? Ripiantandole direttamente nei pazienti. L'obiettivo è dunque riuscire a curare malattie come il cancro e per questo sono necessari ulteriori studi e approfondimenti.