La droga intelligente
in foto: La droga intelligente

La trama del film Limitless non sembra più tanto lontana dalla realtà. A dimostrarlo è uno studio pubblicato dalla University of Oxford sul giornale European Neuropsychopharmacology, intitolato “Modafinil for cognitive neuroenhancement in healthy non-sleep-deprived subjects: a systematic review”, che approfondisce gli effetti del farmaco Modafinil su soggetti sani che non soffrono di disturbi al sonno.

Il Modafinil è un farmaco stimolante utilizzato per trattare la narcolessia, una malattia neurologica che porta chi ne è affetto a soffrire di eccessiva sonnolenza, cataplessia o allucinazioni ipnagogiche, e per questo agisce come stimolante aumentando il rilascio di neutrotrasmettitori che innalzano i livelli di istamina nell'ipotalamo, mantenendo il paziente sveglio. Queste sue funzioni farmacologiche lo hanno reso negli anni una “droga intelligente” utilizzata per migliorare le proprie prestazioni cognitive, come la concentrazione o la lucidità, utili ad esempio nella preparazione di un esame: motivo per il quale è stata ribattezzata “droga degli studenti”.

Lo studio, che è una revisione sistematica, della University of Oxford, diversamente rispetto a quanto svolto in passato, ha scelto di focalizzarsi su coloro che non soffrono di disturbi legati al sonno per comprendere se il farmaco possa effettivamente influire sulle nostre capacità cognitive.

Analizzando i dati raccolti da 24 studi, i ricercatori hanno concluso il modafinil non agisce sulla memoria o la flessibilità di pensiero, ma migliora il processo decisionale e le capacità di pianificazione. Inoltre, dal 70% delle ricerca prese in esame è emerso che questo farmaco non ha effetti collaterali sull'umore, se non, in alcuni soggetti, mal di testa, mal di stomaco o nausea, riscontrati però anche nel gruppo placebo.

In conclusione, affermano gli scienziati, “considerando i pochi effetti collaterali in ambienti controllati, il modafinil può essere considerato un potenziatore cognitivo” che devo però essere testato anche in altri contesti. “In ogni caso, vorremmo sottolineare che qualsiasi metodo utilizzato per migliorare le capacità cognitive dovrebbe essere analizzato anche da un punto di vista etico”.