Morire dopo aver mangiato una lumaca è possibile, questi animali, così come i ratti, possono essere portatori di un nematode chiamato Angiostrongylus cantonensis, conosciuto anche come ‘verme del polmone del ratto' che scatena la meningite eosinofila. Vediamo insieme di cosa si tratta, quali sono i rischi e i sintomi di questa malattia che può portare alla morte.

Angiostrongylus cantonensis, cos'è

Quando parliamo di Angiostrongylus cantonensis, conosciuto anche come ‘verme del polmone del ratto', ci riferiamo ad un parassita nematode, un verme, che viene trasmesso dai ratti e da molluschi come le lumache. Questo verme entra nel nostro corpo se ingeriamo lumache crude, o se mangiamo cibo contaminato dalla ‘bava' di questi animale, come ortaggi o verdure, ma anche se ne entriamo in contatto quando stiamo cucinando. Quanto ai ratti invece, il verme si tramsette all'uomo attraverso le feci. Di solito, il verme Angiostrongylus cantonensis, che scatena la angiostrongilos, muore nell'addome dell'essere umano dove non riesce a completare il suo ciclo vitale. Nei casi più gravi però scatena una meningite eosinofila.

Meningite eosinofila, cos'è

La meningite eosinofila è una patologia pericolosa scatenata dal parassita Angiostrongylus cantonensis che colpisce il sistema nervoso centrale.

Meningite eosinofila, sintomi

La meningite eosinofila si manifesta con febbre, cefalea, malessere, affaticamento, vomito, rinorrea, annebbiamento della vista, diplopia, tosse, collo rigido, enterite, costipazione e parestesia: tutto questo perché i vermi si muovono nel corpo passando dall'intestino ai polmoni, da cui raggiungono il sistema nervoso e gli occhi. Nei casi più gravi, porta a coma e morte.

Meningite eosinofila, cura

La cura della meningite eosinofila si basa su somministrazione di antiparassitari, analgesici e corticosteroide.