In media mangiamo 70.000 particelle di microplastica ogni anno, che si traduce in circa 8 particelle ogni ora, e le conseguenze per la nostra salute sono pericolose. Vediamo insieme come sia possibile mangiare tanta microplastica e quali potrebbero essere gli effetti di questo prodotto sul nostro organismo.

Un boomerang per la salute. La plastica è stata introdotta nel mercato negli anni ’40, da allora è diventata sempre più parte integrante della nostra vita, migliorandocela per certi versi. Purtroppo però in questi decenni, la plastica si è rivelata un vero nemico per l’ambiente, finendo in praticamente qualsiasi ecosistema e creando vere e proprie isole di rifiuti in mezzo al mare. E non solo. La plastica è finita anche nel nostro corpo, sia attraverso i prodotti che utilizziamo, sia attraverso il cibo che mangiamo: molti animali infatti contengono tracce di plastica che da loro passa a noi.

Quanta plastica mangiamo. La plastica che ingeriamo è sotto forma di micro particelle, per comprende le quantità di microplastica che mangiamo, gli scienziati hanno esaminato 26 studi che hanno analizzato le quantità di particelle microplastiche nei pesci, nei molluschi, negli zuccheri aggiunti, nei sali, nell'alcol, nell'acqua di rubinetto o in bottiglia e nell’aria e, dalle analisi effettuate, è emerso che mediamente consumiamo da 74.000 a 121.000 particelle di microplastica all’anno, la quantità varia a seconda dell’età e del sesso. E non è tutto. Le persone che bevono solo acqua in bottiglia possono consumare ulteriori 90.000 microplastiche all'anno rispetto a chi beve solo acqua del rubinetto. Secondo gli scienziati questi dati inoltre sottostimati.

I rischi per la salute. Gli effetti sulla salute di queste particelle di microplastica che ingeriamo non sono ancora del tutto certi, ma, secondo gli esperti, alcuni pezzi sono abbastanza piccoli da entrare nei tessuti umani, dove potrebbero scatenare reazioni immunitarie o rilasciare sostanze tossiche.

Lo studio, intitolato “Human Consumption of Microplastics”, è stato pubblicato su Environmental Science & Technology.