Nel 2020 il numero di casi di bambini con lesioni oculari dovute all’uso improprio di gel disinfettanti per le mani è aumentato di 7 volte rispetto all’anno precedente: lo evidenzia un nuovo studio condotto da un team di ricercatori francesi che ha analizzato i dati del centro nazionale antiveleni (PCC) e di un ospedale pediatrico di riferimento per l’oftalmologia di Parigi. Gli studiosi hanno esaminato i casi di esposizione oculare ad agenti chimici, inclusi quelli a disinfettanti per le mani a base di alcol, in bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni, confrontando il numero di esposizioni del periodo compreso tra il 1° aprile e il 24 agosto 2020 con quello registrato nello stesso periodo del 2019.

Sette volte più casi di lesioni oculari

I dati, pubblicati sulla rivista scientifica Jama Ophthalmology, indicano che l’uso più frequente di disinfettanti per le mani per limitare la diffusione del coronavirus è associato a un aumento delle esposizioni involontarie, specialmente in età pediatrica. “Utilizzando due set di dati complementari –  spiegano gli autori dello studio – , abbiamo osservato un aumento di sette volte del numero di esposizioni oculari a disinfettanti idroalcolici nei bambini, con diversi casi di lesioni corneali”. Nel dettaglio, la percentuale di esposizioni è aumentata in modo significativo dall’1,3% del 2019 (33 casi) al 9,9% del 2020 (232 casi).

L’incremento è stato notato in particolare dopo la fine del primo lockdown, associato al crescente numero di distributori per gel disinfettanti per le mani disponibili gratuitamente nei luoghi pubblici. La percentuale di schizzi oculari è infatti progressivamente aumentata durante il periodo di studio, dal 5% dell’aprile 2020 al 9%, 10%, 11% e 15% rispettivamente nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2020.

Proporzione di esposizioni oculari ad agenti chimici (in grigio) e a disinfettante per le mani (in nero) nel periodo di studio.
in foto: Proporzione di esposizioni oculari ad agenti chimici (in grigio) e a disinfettante per le mani (in nero) nel periodo di studio.

Secondo gli studiosi, l’aumento può essere dovuto “alla posizione dei distributori di gel in prossimità del volto dei bambini” che, generalmente, sono alti circa 1 metro ed erogano gel all’altezza degli occhi dei più piccoli. Complessivamente, sono stati registrati 63 casi di esposizione a gel disinfettanti in luoghi pubblici (nessuno è stato segnalato nel 2019), più spesso nei negozi e centri commerciali (47 casi). “Inoltre, il ritardo nel lavaggio degli occhi dovuto alla mancanza di accesso a una fonte d’acqua o alla viscosità dei preparati – aggiungono gli studiosi – è molto dannoso per la superficie oculare”.

La composizione dei disinfettanti delle mani a base di alcol è molto variabile. Di solito segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e contiene l’80% di etanolo o il 75% di isopropanolo, che sono prodotti irritanti. “E’ stato dimostrato che l’etanolo non solo ha un effetto citotossico immediato sulle cellule epiteliali corneali, ma riduce anche la proliferazione e induce la morte cellulare – precisano gli studiosi – . Inoltre gli additivi irritanti, inclusi il perossido di idrogeno, il polietilenglicole per aumentare la viscosità, i profumi o altri oli essenziali possono aumentare la tossicità oculare di queste soluzioni”.

A ogni modo, nell’ambito dello studio, la maggior parte dei casi (97,8%) si è rivelato di gravità nulla o lieve, dove i sintomi riportati erano dolore, sensazione di formicolio o iperemia congiuntivale, anche se sono stati segnalati casi di moderata gravità. “Otto bambini hanno riportato un’ulcera corneale e/o congiuntivale, che coinvolgeva più del 50% della superficie corneale per sei di loro. Due di questi hanno richiesto il trapianto di membrana amniotica”.