Louise Brown compie 40 ed è la prima persona nata in provetta: dal 25 luglio 1978 ad oggi come lei sono venuti al mondo altri 8 milioni di bambini, 100.000 in Italia. Da allora molti sono stati i progressi riguardanti questa tecnologia che ancora adesso permette di avere figli alle coppie che incontrano difficoltà. Ma chi è Louise Brown e cosa significa ‘nascere in provetta'.

Louise Brown, chi è. Il suo nome è Louise Brown ed è nata all'Oldham General Hospital (Regno Unito) il 25 luglio 1978. La donna, o meglio la neonata, era stata concepita in vitro da un ovocita preso da un ciclo naturale. I suoi genitori, Lesley e John, non riuscivano ad avere figli e si sono affidati ai ricercatori Patrick Steptoe e Jean Purdy che hanno utilizzato la loro tecnica per permettere alla coppia di avere la loro bambina e poi, ancora, una seconda figlia. Da allora Louise è diventata il simbolo non solo della ‘lotta' all'infertilità, ma anche dei progressi scientifici di questo settore.

Cos'è la fertilizzazione in vitro. Quando parliamo della tecnica di fertilizzazione in vitro ci riferiamo alla procrazione assistita più diffusa per permette di fecondare in vitro l'ovulo che poi viene trasferito nell'utero della donna dove prosegue il suo naturale processo di formazione, portando alla nascita di un vero e proprio bambino.

Dal 1978 ad oggi. Grazie a questa tecnica, in 40 anni sono nati circa 8 milioni di bambini, secondo le stime dell'International Committee for Monitoring ART (ICMART) che proprio in questi giorni ha rilasciato un documento ‘riassuntivo'. In Europa, il Paese in cui la fecondazione assistita in vitro viene praticata di più è la Spagna con 119.875 casi dal 1997 ad oggi.

E l'Italia? Per quanto riguarda il nostro Paese invece il numero di bimbi nati in provetta grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita, è di circa 100.000 in 10 anni.

Non è ‘tutta colpa delle donne'. Gli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) spiegano che ad oggi purtroppo si pensa ancora che le cause dell'infertilità siano principalmente legate alle donne, ma nella realtà dei fatti anche gli uomini possono rappresentare un ‘ostacolo' alla procreazione. Adeguati controlli nell'uomo e nella donna, secondo gli esperti, potrebbero ridurre il numero di fecondazioni in vitro grazie a terapie mirate.