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Le zanzare non trasmettono il coronavirus: lo conferma studio Usa

Il Biosecurity Research Institute dell’Università del Kansas ha testato la capacità del virus di replicarsi in tre specie di zanzare rilevando che l’agente che causa il Covid-19 non è in grado di infettare questi insetti.
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A cura di Valeria Aiello
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Buone notizie arrivano dagli Stati Uniti dove un gruppo di ricercatori del Biosecurity Research Institute (Bri), un laboratorio di biocontenimento con livello di biosicurezza 3 dell’Università del Kansas, ha confermato che il virus Sars-Cov-2 che causa la malattia Covid-19 non può essere trasmesso dalle zanzare.

Le zanzare non trasmettono il coronavirus

Lo studio (1) pubblicato su Scientific Reports chiarisce che l’agente patogeno non è stato in grado di infettare o replicarsi nelle zanzare. Prima dell’annuncio dei risultati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aveva già affermato che non c’erano rischi di trasmissione attraverso le punture di zanzare e anche alcuni ricercatori italiani dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e dell’Istituto Superiore di Sanità avevano evidenziato che il virus non era in grado di replicarsi in due diverse specie di ditteri, ma la ricerca statunitense fornisce per prima i dati sperimentali a sostegno di questa tesi. “Questo lavoro – ha dichiarato Stephen Higgs, vice presidente associato per la ricerca e direttore del BRI – è stato possibile grazie alle capacità uniche dell’Istituto e dello staff istituzionale”.

I team di ricercatori ha testato la capacità del nuovo coronavirus di replicarsi in tre specie ampiamente diffuse di zanzare, la zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzare della casa meridionale (Culex quinquefasciatus), tutte in grado di trasmettere un considerevole numero di agenti virali, come ad esempio i virus di Zika, Dengue, della Chikungunya, della Febbre gialla, dell’Aviaria e di altre malattie. I risultati hanno mostrato che Sars-Cov-2 non era in grado di replicarsi nelle cellule del tratto intestinale (dove il sangue finisce dopo la puntura), per cui non poteva essere trasmesso all’uomo anche nell’improbabile eventualità in cui, in precedenza, uno di questi insetti avesse punto un soggetto positivo.

Sono orgoglioso del lavoro che stiamo facendo per capire il più possibile su questo e altri agenti patogeni pericolosi” ha concluso Higgs, riferendosi alle altre ricerche che il BRI sta conducendo su altri virus che si trasmettono dagli animali all’uomo, tra cui la febbre della Rift Valley, l’encefalite giapponese e la peste suina africana e classica. Per adesso, considerando che tra i diversi sintomi dell’infezione da Sars-Cov-2 ci sono anche le cosiddette “Covid-toes”, cioè “le dita dei piedi da Covid”, caratterizzate da rossore, dolore e gonfiore, è certamente un sollievo sapere che non c’è alcun motivo di temere che si tratti del morso di zanzara infetta, almeno per quanto riguarda il coronavirus.

(1) Huang YS, Vanlandingham DL, Bilyeu AN, Sharp AM, Hettenbach SM, Higgs S. SARS-CoV-2 failure to infect or replicate in mosquitoes: an extreme challenge. Sci Rep July 17, 2020; doi: https://doi.org/10.1038/s41598-020-68882-7.

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