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29 Giugno 2015
13:07

Le troppe attenzione maschili rovinano il futuro delle femmine più attraenti

Nei moscerini le troppe “molestie” portano le femmine a passare gran parte della vita a difendersi dalle avance piuttosto che a riprodursi.
A cura di R. Z.
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Due moscerini della frutta durante un accoppiamento. E’ su esemplari simili che è stata condotta la ricerca.
Due moscerini della frutta durante un accoppiamento. E’ su esemplari simili che è stata condotta la ricerca.

Esser belle significa attrarre un gran numero di maschi, e questa non è una cosa totalmente positiva. Le troppe attenzioni, dimostra infatti uno studio austro-canadese, rappresentano per il genere femminile non tanto una opportunità evolutiva ma una concreta minaccia. Lo studio non è stato condotto sulle donne del genere umano, ma i risultati potrebbero comunque esser in parte applicabili alla nostra specie.

Molestie maschili ostacolano capacità riproduttive femminili. Steve Chenoweth, professore associato presso l’University of Queensland's School of Biological Science, ha analizzato il comportamento dei moscerini della frutta in presenza di un esemplare femmina particolarmente “attraente” e i risultati sono stati sorprendenti. Lo studio ha dimostrato che le continue molestie maschili ostacolano le capacità riproduttive degli esemplari femminili.

Femmine sessualmente più attraenti sopraffatte dai pretendenti. “Le femmine sessualmente più attraenti – ha commentato il biologo – sono state letteralmente sopraffatte dai pretendenti”. Le femmine, dotate di un patrimonio genetico selezionato, avrebbero dovuto semplicemente accoppiarsi e dar vita ad una nuova genia. Le troppe attenzioni hanno invece creato un elemento di distrazione tanto che le “belle moscerine” hanno trascorso la maggior parte del proprio tempo a difendersi dagli assalti piuttosto che dedicarsi a deporre le uova.

Le femmine ‘migliori’ non hanno trasmesso corredo genetico. “Alla fine le femmine ‘migliori’ non sono state in grado di trasmettere il proprio corredo genetico alle nuove generazioni”. In sintesi i geni, che avrebbero dovuto rappresentare la carta vincente per questi esemplari, si sono rivelati un elemento invalidante.

Prossimi studi anche sulla specie umana. “Conosciamo da tempo queste interazioni dannose tra maschi e femmine – ha commentato Chenoweth – ma non avevamo ancora compreso la complessità delle stesse”. Lo studio, condotto per il momento sui semplici moscerini, potrebbe esser esteso ad altre specie, non ultima a quella umana”.

[Foto by Image Editor]

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