La religione ci tiene lontano dal consumo di Marijuana, "l'incredibile" scoperta che viene dagli Stati Uniti, pare segnare un punto a favore delle istituzioni religiose contro "l'erba", in un momento storico in cui la legalizzazione per scopo ricreativo e terapeutico sta prendendo piede in tutti gli stati della federazione con un 29 su 51. A causa del grande fervore sia mediatico che economico sull'argomento infatti fioccano gli studi dedicati all'argomento. La ricerca della Florida State University che si concentra una volta tanto sugli adulti, dimostra che le persone con credenze religiose e che frequentano spesso la chiesa sono più restie alla Marijuana sia per scopo medico sia per scopo ricreativo, in barba ai rastafariani, taoisti e induisti, soliti utilizzare la cannabis e i suoi derivati proprio durante le loro cerimonie religiose.

Studio statistico. La ricerca  analizza un campione casuale di americani e prende in considerazione 3 fattori: la salute, l'importanza dei dettami religiosi nelle scelte personali e la costanza. Chi frequenta di più la chiesa sembra trovare ristoro solo nei fumi dell'incenso, scansando ad ogni grado in più di assiduità la possibilità di utilizzare Marijuana per scopi ricreativi. Molto più forte sembra invece lo schermo dato dall'importanza della religione nella propria vita, infatti  aiuta a non cadere in tentazione con un buon 20% a ogni grado di rilevanza in più.

Marijuana per scopo medico. I ricercatori hanno però riscontrato che lo scudo della fede inizia a vacillare nel caso in cui l'uomo timorato di Dio abbia problemi di salute. "Hai due grandi istituzioni che si scontrano quando si soffre e si è in cattive condizioni di salute", scrivono i ricercatori. "Può accadere che il tuo pastore stigmatizzi il suo uso mentre il tuo medico dice di provare perché potrebbe aiutare il tuo dolore". Sempre secondo i ricercatori potrebbe dare prova del sempre minore impatto della religione sulla società e della vittoria dell'autorità medica in fatto di salute.