Le persone generose riescono a sentire meglio il loro battito cardiaco che cambia nel momento in cui stanno per compiere una buona azione. La conferma arriva dai ricercatori dell’Università di Stoccolma che sulla rivista Scientific Reports hanno pubblicato lo studio intitolato “People with higher interoceptive sensitivity are more altruistic, but improving interoception does not increase altruism”.

Persone ‘di cuore’. Quando si parla delle persone generose spesso ci si riferisce a loro definendole ‘di cuore’, questo modo di dire però sembrerebbe avere una validità scientifica, come ci spiega la ricercatrice Anglia Ruskin. Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno chiesto ad un gruppo di persone di partecipare ad un gioco al computer in cui potevano decidere se dare o meno una somma di denaro ad uno sconosciuto. A seconda del loro livello di ‘generosità’, i partecipanti ottenevano più o meno soldi alla fine del test.

Test al cuore. Inoltre, i ricercatori hanno misurato il battito cardiaco dei partecipanti mentre ascoltavano alcuni suoni senza riuscire a sentire il loro battito cardiaco. Successivamente è stato chiesto loro di dire se i suoni sentiti fossero o meno a ritmo con il loro cuore.

Risultati. Dai dati raccolti è emerso che le persone che meglio riuscivano a dire se il loro battito cardiaco fosse o no a tempo con i suoni ascoltati, erano anche quelle che meglio riuscivano a sentire il loro stato interiore. E non è tutto, questi erano anche quelli che risultavano più generosi: in generale, i soggetti che davano più soldi erano il 10% più bravi a determinare la corrispondenza tra battito cardiaco e suoni ascoltati.

Conclusioni. Secondo i ricercatori, essere generosi potrebbe essere legato ad una maggiore sensibilità verso il mondo e il proprio corpo: in un certo senso, concludono, ‘ascoltare il proprio cuore’ potrebbe portare le persone ad essere meno egoiste.