Come muoviamo le mani quando dobbiamo scegliere tra due alimenti, spiega quanto autocontrollo abbiamo. A darci questa notizia sono i ricercatori della Ohio State University che hanno osservato il movimento delle mani di un gruppo di volontari di fronte ad un'ardua scelta alimentare: cibo sano o cibo ‘goloso'. Cosa succede in quei pochi secondi in cui dobbiamo prendere una decisione?

Mani che ‘parlano'. I ricercatori hanno osservato in tempo reale il movimento delle mani di alcuni partecipanti e hanno scoperto come identificare il livello di autocontrollo di queste persone sia di fronte ad una scelta che influenza la loro vita sul lungo periodo, sia di fronte ad una tentazione sul breve periodo.

L'esperimento. Durante l'esperimento ai partecipanti (81 in tutto) è stato chiesto di osservare alcune immagini di cibo sano e cibo non sano disposti sui lati opposti dello schermo di un computer e successivamente di muovere il mouse in modo da selezionare l'alimento prescelto, questo per 100 alimenti diversi. Dai dati raccolti è emerso che le persone che inizialmente si spostavano verso il cibo non sano, per poi scegliere quello sano, avevano meno autocontrollo rispetto a quelle che invece puntavano direttamente al cibo sano. “Il movimento della nostra mano rivela il processo si autocontrollo che mettiamo in atto” spiega uno degli autori della ricerca, il ricercatori Paul Stillman che prosegue “È possibile osservare il dubbio proprio mentre ci assale. Coloro che hanno poco autocontrollo, tendono a spostare il mouse inizialmente verso il cibo non sano”.

E non è tutto. Prima dell'esperimento, ai partecipanti è stato comunicato che alla fine avrebbero ottenuto il cibo prescelto mentre in realtà gli è stato poi concesso di scegliere liberamente. I risultati hanno dimostrato che coloro che al termina del test hanno scelto il cibo non sano erano coloro che avevano meno autocontrollo e che cioè durante l'esperimento avevano spostato la loro mano inizialmente verso il cibo ‘goloso' per poi spostarsi su quello sano.

Conclusioni. Considerando l'attività del nostro cervello coinvolta nelle scelte, i ricercatori pensano che il loro studio potrà aiutare la scienza a comprendere meglio il funzionamento dei processi cognitivi che ci permettono di resistere alle tentazioni.

[Foto copertina di Jeff Grabmeier]