16 Ottobre 2021
17:20

Le misure anti Covid potrebbero aver eliminato un intero ceppo di influenza

Lo suggeriscono i ricercatori dell’Università di Melbourne in un lavoro su Nature Review Microbiology: “Alcuni virus non vengono isolati da aprile 2020, facendo pensare che possano essersi estinti”.
A cura di Valeria Aiello

L’uso delle mascherine, il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento interpersonale e tutte le altre misure per ridurre la diffusione del coronavirus potrebbero aver fatto molto più di quanto pensiamo. Lo suggerisce un recente articolo pubblicato sulla rivista Nature Reviews Microbiology da un team di ricerca dell’Università di Melbourne che mostra come alcuni ceppi influenzali non vengano isolati dallo scoppio della pandemia, aprendo alla possibilità che questi virus si siano estinti a livello globale. Anche il numero e la diversità dei ceppi sopravvissuti avrebbero risentito delle misure per contrastare la pandemia, compresi alcuni comuni virus del raffreddore. “La pandemia di SARS-CoV-2 ha visto una notevole riduzione globale dei casi di influenza di entrambi i virus dell’influenza A e B – spiegano gli autori dello studio- . In particolare, il ceppo B/Yamagata non è stato isolato da aprile 2020 ad agosto 2021, suggerendo che questo ceppo influenzale potrebbe essersi estinto, il che potrebbe fornire opportunità per migliorare la disponibilità e l’efficacia dei vaccini antinfluenzali”.

Esistono quattro tipi di virus dell'influenza: A, B, C e D, anche se come umani dobbiamo preoccuparci solo di A e B, poiché il tipo C generalmente causa solo malattie lievi e il tipo D infetta solo i bovini. Il virus dell’influenza A, in rapida evoluzione e diversificato, è il tipo che causa le maggiori epidemie. I cladi di influenza B, ad esempio B/Yamagata, tendono invece ad essere confinati alle epidemie di influenza stagionale.

Forse estinto un ceppo di influenza B

Nonostante i virus dell’influenza di tipo B siano più lenti ad evolversi, gli epidemiologi osservano generalmente lo sviluppo di qualche dozzina di nuovi virus al mese. Da marzo 2020, tuttavia, non sono stati rilevati virus B/Yamagata. Anche alcuni virus dell'influenza A sono stati meno rilevati, con il numero di segnalazioni di virus H1N1 (noto anche come influenza suina) e H3N2 che sono diminuiti di un ordine di grandezza di anno in anno.

Le segnalazioni di virus dell’influenza sono diminuite drasticamente da aprile 2020, con una riduzione del 99% circa rispetto agli anni precedenti, nonostante livelli di test approssimativamente simili – precisano gli autori – . Si ritiene che i cambiamenti comportamentali (distanziamento sociale, uso della maschera e misure igieniche) e le restrizioni di viaggio e di movimento siano i principali fattori che guidano la riduzione dell’incidenza dell’influenza, che è stata osservata anche per altre infezioni respiratorie comuni come il virus respiratorio sinciziale”.

Tuttavia, avvertono i ricercatori, è importante non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo perché c’è una possibilità che B/Yamagata si sia “semplicemente nascosto”. È infatti noto che alcuni virus dell’influenza di tipo B sono diventati “dormienti” in passato, anche per periodi di tempo sorprendentemente lunghi, come il B/Victoria, un ceppo che ha dominato i casi dei primi anni 2000 e che era praticamente sparito negli Anni 90. D’altra parte, se B/Yamagata si fosse realmente estinto, sarebbe un’ottima notizia per la formulazione dei vaccini antinfluenzali, che nella loro attuale composizione mirano a proteggere da quattro ceppi di influenza stagionale: influenza A/H1N1, A/H2N3, B/Yamagata e B/Victoria.

Eliminare B/Yamagata da questo cocktail, passando a una formulazione con tre in uno, potrebbe consentire a circa 200 milioni di persone in più di ricevere un vaccino, affermano gli autori del documento. In alternativa, i vaccini potrebbero mantenere la loro struttura quattro in uno, sostituendo B/Yamagata con un secondo sottoclade di A/H2N3, risolvendo il dilemma farmaceutico annuale di quale sarebbe la scelta migliore contro la prossima stagione influenzale. “Sarà il tempo a dirci se il lignaggio B/Yamagata è sparito per sempre –  conclude il documento – . [Ma] l’eliminazione di uno dei quattro obiettivi vaccinali attuali avrebbe implicazioni favorevoli per la riformulazione annuale del vaccino antinfluenzale, con opportunità di ripensamento razionale delle strategie ottimali per ridurre ulteriormente il carico globale dell’influenza”.

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