Le donne che fumano hanno una probabilità da quattro a sette volte più alta di sviluppare un aneurisma cerebrale se alla dipendenza si associa l’ipertensione. Lo rivela una recente ricerca pubblicata sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry da un team di neurochirurghi statunitense che ha valutato la relazione tra comparsa di aneurismi cerebrali e fumo di sigaretta nelle donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Negli Usa sono circa 6,5 milioni le persone con una diagnosi di aneurisma cerebrale, un’incidenza significativamente aumentata negli ultimi 30 anni – in parte per il perfezionamento delle tecniche di neuroimaging – e una differenza di genere tra uomini e donne, che sono le più colpite.

Le donne che fumano quattro volte più a rischio di aneurisma cerebrale

Gli aneurismi cerebrali sono una vera e propria “bomba a orologeria”: si tratta della dilatazione progressiva di un vaso arterioso cerebrale le cui dimensioni possono variare da pochi millimetri fino ad oltre i 2,5 cm, che possono rimanere silenti o andare incontro a rottura, con una probabilità che cresce progressivamente con l’aumento delle dimensioni della lesione vascolare. Alcuni fattori, come l’anamnesi familiare,  la presenza di patologie renali policistiche e malattie del tessuto connettivo, possono incrementare lo sviluppo di aneurismi cerebrali ma lo studio ha voluto valutare le ripercussioni del fumo di sigaretta nelle donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni.

I ricercatori hanno analizzato tutte le angiografie a risonanza magnetica (MRA) di 545 pazienti eseguite in cinque grandi ospedali degli Stati Uniti e del Canada, riscontrando che la presenza di aneurismi celebrali tendeva ad essere specificatamente più alta nelle donne che fumavano circa 20 sigarette al giorno e una storia di dipendenza in media di 29 anni. Il confronto tra pazienti fumatrici e non fumatrici ha indicato che le donne con il vizio del fumo avevano una probabilità quattro volte maggiore di sviluppare un aneurisma cerebrale rispetto alle non fumatrici, con un rischio aumentato fino a sette volte in caso di ipertensione.