Con l'arrivo di settembre incrementa il numero di funghi sul nostro territorio e con loro anche il numero di casi di intossicazione o avvelenamento. Dal Centro antiveleni del Bambino Gesù arrivano le 10 regole d'oro per poter mangiare funghi in sicurezza evitando di sentirsi male.

Le 10 regole d'oro. Ecco dunque a cosa prestare attenzione per mangiare funghi in sicurezza:

  1. non mangiare i funghi raccolti lungo le strade e inluoghi a rischio contaminazione (industrie e campi agricoli per esempio)
  2. portare tutti i funghi raccolti al controllo di commestibilità degli Ispettorati micologici delle Asl (presenti in tutta Italia)
  3. utilizzare contenitori specifici per la raccolta che siano, ad esempio, aerati
  4. evitare le buste di plastica
  5. non raccogliere funghi se non si è in possesso del tesserino autorizzativo
  6. ricordarsi che non è vero che i funghi che crescono sugli alberi non sono tossici
  7. non mangiare troppi funghi, quindi moderare le quantità
  8. in fase di cottura non coprire la pentola o la padella così da far evaporare le tossine termolabili
  9. attenzione ai funghi sott'olio che possono sviluppare la tossina botulinica
  10. evitare di somministrare i funghi ai bambini in età prescolare a causa della loro immaturità digestiva verso questi alimenti
  11. non mangiare funghi durante la gravidanza

I sintomi delle intossicazioni da funghi. Gli esperti spiegano che l'ingestione di alcune specie pericolose, come amanita phalloides, cortinarius orellanus, gyromitra esculenta, genera sintomi che si presentano dopo 6-48 ore dall'ingestione, quando ormai si è innescato il processo di danneggiamento agli organi interni. Ad essere più colpiti sono il fegato e i reni. Quanto invece ai funghi che provocano reazioni nel breve periodo, quindi entro le 6 ore, i sintomi sono disorientamento e convulsioni, ma anche gravi sintomi gastro-enterici con ripecussioni anche metaboliche.