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Esiste un organismo che provoca un’infezione talmente grave da portare alla morte in seguito a meningoencefalite amebica primaria fulminante: stiamo parlando del Naegleria fowleri, conosciuto per lo più come ‘ameba mangia-cervello’. Vediamo insieme cos’è l’ameba mangia-cervello, dove si trova, quali sono i sintomi che ci fanno capire che è entrata nel nostro corpo e cosa rischiamo qui in Italia.

Ameba mangia-cervello, cos’è il parassita Naegleria fowleri

L’ameba mangia-cervello è chiamata così non a caso, ma per gli effetti devastanti che ha sul nostro cervello dove scatena un’infezione potente che colpisce il sistema nervoso centrale fino alla morte, la  meningoencefalite amebica primaria. Il suo vero nome è Naegleria fowleri ed è un amebo-flagellato con un diametro di 30-32 µm. Dotati di bocche che si formano sul corpo cellulare per fagocitare ciò di cui si nutre, talvolta la Naegleria fowleri diventa cannibale ed è in grado di sopportare temperature che arrivano fino a 45 gradi.

I sintomi dell’ameba mangia-cervello

La sintomatologia che ci fa capire che l’ameba è entrata nel nostro cervello, ad esempio in seguito ad ingestione, sono febbre alta, nausea, mal di testa, vomito a cui seguono convulsioni, allucinazioni, coma e morte, nei casi più gravi.

Si muore sicuramente per colpa dell’ameba mangia-cervello?

L’infezione da ameba mangia-cervello non implica la morte, soprattutto se trattata con tempestività con antimicotici. È importante però in questi casi che la diagnosi sia il più possibile precoce o almeno prima che l’ameba scateni la meningoencefalite amebica primaria che potrebbe essere confusa con la meningite per la quale verrebbero impiegati trattamenti inutili.

Cosa rischiamo in Italia

Il parassita Naegleria fowleri vive in acqua dolce, quindi possiamo trovarlo nei laghi e nei fiumi, dove però l’acqua è sporca. Per quanto riguarda l’Italia possiamo stare tranquilli perché non c’è una casistica che debba farci allarmare. Sicuramente l’ameba non possiamo trovarla in mare.