Per ridurre il rischio demenza a quanto pare è meglio bere alcol moderatamente che essere astemi o bere molto. La particolare conferma arriva dai ricercatori che ovviamente mettono le mani avanti dicendo che si tratta di uno studio osservazionale che potrebbe non tenere conto di alcune variabili in grado di modificare i risultati.

Lo studio. Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 9.087 persone tra i 35 e i 55 anni di cui sono state raccolte informazioni relative al consumo e alla dipendenza da alcol nel corso di 20 anni, ma anche informazioni sociodemografiche, stile di vita e stato di salute. Secondo quanto analizzato, i ricercatori fanno sapere che tra i partecipati, 397 hanno sviluppato demenza verso l'età media di 76 anni.

Il consumo di alcol. I ricercatori, entrando nel dettaglio del consumo di alcolici, spiegano di aver scoperto che le persone astemie o quelle che consumavano più di 14 unità di alcol a settimana, rischiavano maggiormente di svluppare demenza rispetto a coloro che ne bevevano tra 1 e 14. Un'unità di alcol corrisponde a: 12 grammi di etanolo, quindi o un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione, o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione o un superalcolico (40 ml). Nello specifico spiegano che per ogni 7 unità di alcol a settimana, il rischio di sviluppare demenza aumenta del 17%.

Conclusioni, facciamo attenzione. Quanto scoperto dai ricercatori non è certo un invito a bere 10 birre a settimana, è solo uno studio osservazionale che potrebbe aprire nuovi spunti sullo studio della demenza che, con l'aumento dell'aspettativa di vita generale, sembra essere in forte incremento: si calcola che il numero di pazienti affetti da demenza dovrebbe triplicare entro il 2050. Quanto al perché l'alcol abbia questi effetti sul cervello, gli esperti non dicono molto poiché non è chiaro. In ogni caso il consiglio è sempre quello di non abusare di bevande alcoliche perché, oltre al rischio demenza, aumentano le probabilità di sviluppare altre patologie.