Nel villaggio di Lehedzyne, nell'Ucraina centrale, è stato ritrovato un corpo risalente a 1600 anni fa di una giovane donna che gli studiosi sospettano essere una presunta "strega". La tomba appartiene alla così detta cultura di Černjachov, una serie di insediamenti sulle rive del Mar Caspio abitati dai Goti. Sono migliaia i ritrovamenti di questa popolazione, ma questo ha qualcosa di particolare che ha lasciato sbigottiti gli archeologi.

Sepoltura strana. Non sappiamo come la donna vissuta nel terzo-quarto secolo nella zona dell'odierna Ucraina abbia incontrato la morte, ma la sepoltura agli occhi dei ricercatori è sembrata subito differente dalle altre. Mancava il caratteristico corredo tipico delle tombe di questa cultura, come pentole e piatti. Probabilmente la ragazza era emarginata dal villaggio e nessuno ha riposto nel tumolo gli oggetti che secondo la tradizione dovevano accompagnare il defunto nell'aldilà. Ma non è tutto, infatti il corpo è stato sepolto in un'insolita posizione supina con le mani legate dietro la schiena. Ma perché? Borys Mahomedov e Serhiy Didenko gli archeologi che hanno ritrovato il corpo sospettano che gli abitanti del villaggio avevano paura che donna potesse in qualche modo tornare in vita e vendicarsi.

I morti che tornano. Sono tante le sepolture dai tratti inquietanti ritrovate dagli studiosi negli anni. Un uomo dell'antica Roma sepolto con la faccia verso la terra, come la ragazza ucraina, ma con una pietra al posto della lingua o alcuni scheletri polacchi il cui collo era inchiodato al terreno da un falcetto affilato. La stregoneria e la paura del ritorno dei morti a quanto pare ha attraversato diverse culture ed epoche, facendo incorrere in una brutta fine molti di coloro che ne erano sospettati.

[Credit: Trypilska.Kultura]