La TC spettrale, la tecnologia di imaging a densità elettronica, migliora la valutazione delle lesioni polmonari in pazienti con infezione da coronavirus allo stadio iniziale. Lo indicano i ricercatori Beatrice Daoud e colleghi dell’Ospedale di Antony, in Francia, in uno studio pubblicato sull’American Journal of Roentgenology i cui dati suggeriscono il vantaggio di questa tecnica nella valutazione precoce.

Rispetto alla Tac convenzionale, la TC spettrale ha indicato poter migliorare la diagnosi delle prime lesioni polmonari. “Dal 17 marzo 2020, tutti i pazienti Covid-19 cui è stata eseguita una TC convenzionale presso il nostro Istituto, sono stati sottoposti a TC spettrale” spiegano i ricercatori che, per valutare il potenziale vantaggio della TC spettrale, hanno esaminato i casi di quattro pazienti, ciascuno sottoposto TC convenzionale e Tc spettrale. Per tutti e quattro, le lesioni polmonari erano più evidenti nulle immagini a densità elettronica rispetto alle immagini TC convenzionali iniziali. “Abbiamo studiato quattro pazienti sottoposti a esami TC del torace iniziali e di follow-up eseguiti utilizzando uno scanner spettrale – spiegano i ricercatori – . Abbiamo valutato la capacità dell’imaginag densità elettronica di rilevare le lesioni polmonari sottili, che inizialmente sono appena visibili alla TC convenzionale, ma successivamente vengono chiaramente identificate sulla Tc convenzionale eseguita successivamente”.

Riguardo l’estensione della lesione, misurata attraverso una scala di segnalazione semi-quantitativa, si è dimostrata “più facile da accertare nelle immagini a densità elettronica – indicano i ricercatori – . I nostri risultati suggeriscono che l’imaging spettrale migliora la valutazione precoce di lesioni che potrebbero non essere rilevate dalla TC convenzionale. Questo potrebbe essere  principalmente correlato all'aumento del rumore visivo e nell’impostazione della finestra polmonare stretta rispetto all'imaging a densità elettronica, per la quale restringere la finestra non compromettere la qualità dell'immagine” hanno concluso gli autori.