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18 Aprile 2016
11:38

La protezione solare SPF30 riduce il rischio di sviluppare un melanoma

I ricercatori hanno testato la protezione solare con fattore di protezione 30 su un gruppo di topi e hanno scoperto che non solo previene dalle scottature, ma riduce anche il rischio di sviluppare un melanoma.
A cura di Zeina Ayache
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I ricercatori hanno testato la protezione solare con fattore di protezione 30 su un gruppo di topi modificati e hanno scoperto che, non solo previene dalle scottature, ma riduce effettivamente il rischio di sviluppare un melanoma. Lo studio, ancora preventivo e con qualche limite, sottolinea comunque quanto sia importante utilizzare le creme solari da spalmare rigorosamente prima di esporsi al sole. La ricerca, intitolata “SPF30 sunscreens delay melanoma incidence in preclinical model”, è stata presentata in occasione dell'American Association for Cancer Research Annual Meeting 2016.

Quante volte d'estate sentite ripetervi dai giornali e dalla televisione che è necessario spalmarsi la crema solare protettiva prima di esporti ai raggi? Il motivo di tanta apprensione è dato dalla consapevolezza che il principale fattore di rischio di sviluppare un melanoma cutaneo è proprio l'esposizione alla luce ultravioletta (UVA e UVB). Il melanoma cutaneo è un tumore della pelle che si sviluppa dalla trasformazione tumorale dei melanociti, cellule che formano la pelle.

Per capire meglio come la protezione solare interagisca con la formazione del melanoma, i ricercatori hanno testato le creme solari con fattore di protezione (SPF) 30 di marchi differenti su un gruppo di topi modificati in modo da sviluppare spontaneamente il melanoma 26 settimane dopo l'applicazione di un composto chimico, il 4-idrossitamoxifene (4OHT).

I dati ottenuti osservando la differenza tra i soggetti a cui non è stata applicata la crema solare e quelli invece protetti mostrano proprio come la protezione solare abbia rallentato lo sviluppo del melanoma e ridotto l'incidenza del tumore.

Attenzione però, esistono alcuni limiti allo studio, che attualmente riguarda solo i topi, ad esempio i raggi testati sono solo quelli UVB, mentre noi siamo esposti anche a quelli UVA, inoltre la quantità di UVB a cui gli animali sono stati sottoposti è equivalente a quella a cui si espone un soggetto in una settimana di vacanza. Sarà necessario dunque effettuare nuovi studi prendendo in considerazione anche gli UVA e un'adeguata e realistica quantità di entrambi i raggi.

In ogni caso, lo studio sottolinea ancora una volta quanto sia importante la prevenzione e quindi l'applicazione di creme solari protettive utili non solo ad evitare le scottature, ma anche a ridurre il rischio di sviluppare un melanoma.

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