Il nostro status socioenomonico è scritto nel 10% dei nostri geni, questo è quanto hanno scoperto i ricercatori della Northwestern University che hanno trovato come la nostra ‘povertà’ o ‘ricchezza’ sia associata a livelli di metilazione del DNA, vediamo insieme come sia possibile e cosa vuol dire.

Povertà e malattie. Gli esperti spiegano che già precedenti ricerche hanno dimostrato che lo status socioeconomico (SES) è un potente fattore determinante per la salute e le malattie umane e la disuguaglianza sociale è un fattore di stress sempre presente tra le popolazioni umane a livello globale. Questo significa che un basso livello di istruzione, così come il nostro reddito, predicono un aumento del rischio di malattie cardiache, diabete, molti tumori e malattie infettive, ma anche infiammazione cronica, insulino-resistenza e disregolazione del cortisolo. Ma com’è possibile?

Povertà e DNA. Analizzando il nostro genoma, gli esperti hanno scoperto che un ridotto livello dello stato socioeconomico è associato a livelli di metilazione del DNA, cioè un marchio epigenetico chiave che ha il potenziale di modellare l’espressione genetica in oltre 2.500 siti su oltre 1.500 geni: in poche parole la povertà lascia un marchio su circa il 10% dei geni del nostro genoma.

A cosa serve questo studio. La ricerca è interessante poiché aiuta a comprendere come la metilazione del DNA possa avere un ruolo sul nostro stato di salute, in relazione allo status socioeconomico. “Questo modello evidenzia un potenziale meccanismo attraverso il quale la povertà può avere un impatto duraturo su una vasta gamma di sistemi e processi fisiologici”, spiegano gli scienziati. Per saperne di più sulla connessione tra metilazione del DNA e salute saranno necessari ulteriori studi.