Il consumo di droghe e la scelta delle droghe ‘preferite’ sono dettati dalla nostra personalità. Questo è quanto sostengono gli scienziati che hanno messo a confronto i tratti della personalità con il consumo delle sostanze e, attraverso uno studio, ci svelano chi preferisce cosa. Ecco cosa c’è da sapere.

Droga e personalità. Gli scienziati si sono posti alcune domande: la scelta delle droghe è casuale? É possibile valutare i rischi del consumo di droghe in relazione alla personalità dei consumatori? E per rispondere hanno analizzato i dati raccolti da 1.885 persone e hanno scoperto che:

  • esiste una differenza significativa tra i profili psicologici dei tossicodipendenti e dei non consumatori. Quindi esiste una predisposizione psicologica alla tossicodipendenza.
  • la predisposizione psicologica all'utilizzo di diverse droghe è variabile, ad esempio, c’è una differenza significativa tra i consumatori di ecstasy e quelli di eroina.
  • l'uso delle diverse droghe è correlato

Le 5 personalità e le droghe. I ricercatori ci spiegano dunque nel dettaglio quali personalità preferiscano determinate droghe. Per farlo si sono serviti dell’elenco dei cinque tratti della personalità, che sono estroversione, amicalità, coscienziosità, nevroticissimo e apertura alle esperienze. A queste hanno poi aggiunto impulsività e ricerca di sensazioni. Così facendo anche scoperto ad esempio, i maggior consumatori di droghe sono coloro che hanno un punteggio alto in nevroticismo e apertura alle esperienze, mentre basso in amicalità e coscienziosità. Nello specifico, i consumatori di eroina hanno un punteggio più alto in nevroticismo e impulsività e più basso in estroversione, apertura alle esperienze e amicalità rispetto ai consumatori di ecstasy. Ad essere più immuni alle droghe sono invece le persone con un alto punteggio in coscieziosità.

Conclusioni. Generalizzando, possiamo dunque dire che esistono due diversi gruppi di tossicodipendenti: gli sperimentalisti, che sono interessati a sensazioni mentali insolite, e i problematici, che usano sostanze depressive.

Lo studio, intitolato “Personality Traits and Drug Consumption”, è stato pubblicato su Springer.