La narcolessia è una malattia autoimmune e adesso ne abbiamo la prova, o per meglio dire, gli scienziati sono riusciti a dimostrarlo: uno studio ha dimostrato infatti la presenza di cellule autoreattive in soggetti narcolettici. Vediamo insieme cos’è la narcolessia, perché è davvero una malattia autoimmune e come questa scoperta aiuterà a trovare trattamenti migliori per questa condizione cronica.

Citotossine autoreattive. Quando parliamo di autoimmunità, ci riferiamo all reazione immunitaria dell’organismo verso i proprio componenti. La risposta immunitaria è compito dei linfociti T e B che, nel caso di malattie autoimmuni, sono auto-reattivi. Il nostro sistema immunitario è pensato per riconoscere virus e batteri, ma quando le cellule sono autoreattive, il sistema ‘pensa’ che le nostre stesse cellule del corpo siano ‘il nemico’ e le attacca, sono dunque citotossiche, cioè capaci di uccidere altre cellule.

Narcolessia, malattia autoimmune. Analizzando le persone narcolettiche, gli esperti hanno scoperto la presenta di cellule T autoreattive citotossiche chiamate CD8. Le cellule riconoscono i neuroni che producono l’ipocretina, che regola lo stato di veglia, non è chiaro se poi li uccidano (questo è ancora da capire), ma dai test effettuati risultano comunque distrutti.

Nuovi trattamenti. Per adesso non è chiaro agli scienziati cosa porti all’attivazione di queste cellule autoreattive, e quindi in generale cosa causi questa condizione: l’idea è che possano esserci aspetti combinati tra loro, come componenti genetiche, cellule autoreattive o altri fattori scatenanti, come un’infezione da virus. Ad oggi, la narcolessia può essere trattata con specifiche terapia, ma questo studio potrebbe aprire nuove strade verso lo sviluppo di cure ancor più efficaci.

Cos’è la narcolessia. La narcolessia è una malattia caratterizzata da eccessiva sonnolenza diurna alla quale si può associare cataplessia, che porta alla perdita del tono muscolare in seguito ad emozioni spiacevoli.