Credit: LROC NAC frame M190844037LR; NASA/GSFC/Arizona State University/Smithsonian
in foto: Credit: LROC NAC frame M190844037LR; NASA/GSFC/Arizona State University/Smithsonian

La Luna si sta raggrinzendo come l’uva passa poiché il suo interno si è raffreddato e questo sta comportando la formazione di faglie sulla sua superficie, insomma il nostro satellite è sismicamente attivo. Questo è quanto sostengono i ricercatori in seguito ad alcune analisi effettuate attraverso lo studio di immagini raccolte dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA, vediamo cosa significa.

Un algoritmo per la Luna. La Luna potrebbe ridursi ancora e produrre nuovi lunamoti lungo le faglie che si sono create nel tempo. Questa è la conclusione a cui sono arrivati gli esperti attraverso nuove analisi rese possibili grazie ad un algoritmo che analizza i dati sismici della Luna raccolti dagli strumenti collocati sul nostro satellite dalle missioni Apollo della NASA degli anni ’60 e ’70. Nello specifico, l’analisi ha permesso di confermare la posizione dell’epicentro di più di 28 terremoti avvenuti tra il 1969 e il 1977.

La Luna come uva passa. Avete presente come si raggrinzisce l’uva quando si secca? Ecco secondo gli esperti questo è ciò che sta accadendo alla nostra Luna che, raffreddandosi al suo interno, si sta restringendo. Questo significa che la crosta lunare è diventata fragile al punto da rompersi, queste fratture hanno portato alla formazione di faglie che sembrano scogliere alte circa dieci metri e lunga alcuni chilometri.

Lunamoti in atto. Secondo gli esperti, queste faglie stanno provocando ancora oggi dei lunamoti, potrebbe dunque esserci un’attività sismica sulla Luna e la scoperta è molto eccitante per gli scienziati perché simili eventi non si vedono facilmente al di fuori del nostro Pianeta. Le conclusioni a cui sono arrivati agli esperti sottolineano ancora una volta l’importanza di tornare sul nostro satellite per posizionare nuovi strumenti in grado di fornire nuovi dati sull’attività sismica della Luna.