Uno studio rivela le tecniche di autodifesa dei lemming di fronte ai loro predatori. Il colore del pelo e le urla sarebbero le principali armi da difesa che già in passato gli hanno permesso di sconfiggere gatti, uccelli e cani di grossa taglia.

Prede vs predatori.

in foto: Urlare contro il proprio predatore per difendersi

[Foto di Tohtouf]
I lemming norvegesi sarebbero infatti in grado di proteggersi dagli attacchi dei predatori che loro stessi chiamerebbero “urlando”. Secondo quanto pubblicato sul giornale Behavioural Ecology and Sociobiology, questi mammiferi invece di nascondersi, punterebbero a difendersi. Intitolato “Aposematism and crypsis in a rodent: antipredator defence of the Norwegian lemming” (Aposematismo o criptismo nei roditori: la difesa contro il predatore del lemming Norvegese), lo studio del professor Malte Andersson del dipartimento di biologia dell'Università di Göteborg, in Svezia, indaga proprio il diverso comportamento del lemming norvegese rispetto a quello della simile arvicola di Sundevall.

Nascondersi o attaccare?

Le arvicole preferiscono nascondersi e rimanere immobili sperando di non essere notatein foto: Le arvicole preferiscono nascondersi e rimanere immobili sperando di non essere notate

[Foto di Mark Hows]

L'esperimento ha messo a confronto le reazioni dei due roditori di fronte ad un attacco di un labbo codalunga che è riuscito a catturare 10 arvicole su 12 e solo 1 lemming norvegese su 6, contando che il 36% dei lemming ha richiamato l'attenzione del predatore, attraverso le classiche urla. Percentuale scende a 0 per quanto riguarda invece le arvicole. Queste ultime infatti, preferiscono optare per il criptismo, quindi per il nascondersi e il non farsi notare onde evitare di essere catturate.

L'esperienza insegna.

Attaccare per difendersi, ecco come i lemming sopravvivono in Norvegiain foto: Attaccare per difendersi, ecco come i lemming sopravvivono in Norvegia

[Foto di kgleditsch]

Il lemming norvegese invece sembrerebbe aver trovato più efficace la tecnica della difesa attraverso i versi, mostrando i denti e sfruttando l'aposematismo, ovvero l'utilizzo del colore del proprio corpo per avvertire del pericolo i predatori. Questo roditore è infatti multicolore: giallo, nero e bianco. Secondo il professor Andersson, il comportamento coraggioso del lemming norvegese sarebbe da considerarsi adattivo, la storia cioè avrebbe insegnato a questo piccolo mammifero che attaccare e difendersi ha più vantaggi di rimanere immobili.